mercoledì 3 aprile 2013

Ricetta del guanciale della bella Aurora - seconda parte. La cuoca del Presidente

Come promesso durante le vacanze pasquali mi sono data da fare e ai miei invitati ho proposto per l'antipasto del pranzo di Pasqua questa raffinatezza! La ricetta la trovate qui nel mio precedente post sul film.
Mentre lo cucinavo ha profumato di tartufo tutta la casa contribuendo, e non ce n'era bisogno, a stuzzicare l'appetito dei commensali!!!
Ecco le foto:

Ho fatto come da ricetta la ciminiera centrale ma il "succo" è colato a mo' di lava vulcanica su tutto il guanciale :-( vabbè, però il fiocchetto è carino no?

giovedì 21 marzo 2013

Il carciofo a modo mio

Ben conscia di non aver inventato nulla, vi propongo questa velocissima ricetta per gustare i carciofi senza spine (mammole) che in questo periodo si reperiscono facilmente e ad un ottimo prezzo.
La cottura è in pentola, almeno 30-40 minuti, dipende da quanto li trovate grandi. E' importante che siano belli sodi e pieni e le foglie esterne non siano secche.
E' un contorno che non richiede particolare impegno per la preparazione e una volta in pentola va da solo, senza bisogno di essere seguito, diffondendo un profumino invitante per tutta la casa.

Ecco la ricetta:

Carciofi "Mammole"
olio EVO
aglio a piacere
sale
prezzemolo tritato fresco

Lavate e pulite i carciofi, togliete il gambo, pulitelo e mettetelo in una bacinella con acqua e limone. Togliete le foglie più esterne e con un coltello ben affilato rifinite la sommità del carciofo in modo da togliere la punta delle foglie. Poi mettete i carciofi a testa in giù e premeteli leggermente, in questo modo si allargheranno e potrete con delle forbici togliere la "barba" che si trova proprio al centro.
Sciacquateli e preparate un battuto con i gambi, l'aglio, e il prezzemolo. Riempite il centro dei carciofi con questo battuto e metteteli in una pentola con i bordi alti, in modo il carciofo non spunti dal bordo della pentola, salate, versate un filo di olio EVO e versate acqua in modo che i 2/3 dei carciofi siano coperti.
Lasciate andare coperto e a fuoco moderato per 30-40 minuti, controllando verso metà cottura che l'acqua non sia evaporata troppo, nel qual caso rabboccate. Alla fine della cottura deve rimanere poca acqua, formando un sughetto delicato.
Servite spolverando con prezzemolo tritato e un filo di olio EVO.

Più semplici di così...

martedì 12 marzo 2013

Ricetta del guanciale della bella Aurora - prima parte. La cuoca del Presidente

Premetto innanzitutto che il film, uscito settimana scorsa, non sono ancora riuscita a vederlo.
Ma sono rimasta già stregata dai trailer che girano in rete, alcuni anche di quattro minuti e ho capito subito che mi innamorerò di questo lungometraggio, almeno tanto quanto mi sono innamorata di "mangiare, bere, uomo, donna" o "Julie & Julia".
La cosa che più ha attirato la mia attenzione è la ricetta che dà il titolo al post: il guanciale della bella Aurora. La protagonista del film legge la ricetta alla brigata e sarà il tono, sarà la fame, ma a me ha preso una incredibile voglia di cucinarla! Poi mi sono documentata e in effetti la ricetta, patrimonio della cucina francese, non è che sia uno scherzo..anzi... oltre alle decine di ingredienti è anche piuttosto complicata.
Ho trovato sia la versione originale, tradotta in italiano, qui, che una versione semplificata su un sito francese, qui, che vi traduco.
Mi riprometto di farla in un momento di calma, magari durante le vacanze, per il momento mi accontento di andare al cinema a vedere questo film!

Guanciale della bella Aurora
per 8 persone

450g pasta sfoglia al burro (due quadrati da 30 cm circa)
1 fagiano disossato, con il suo fegato e il cuore
120g di grasso di maiale (lardo)
120g di filetto di vitello
150g di filetto di maiale
150g di foie gras d'oca crudo tagliato a listarelle (come le patatine fritte-fiammifero)
1 tartufo nero fresco di 30-40 gr o olio di tartufo
5cl di champagne (io utilizzero del riesling)
sale e pepe


La sera prima

In una ciotola capiente mettete tutta la carne (fagiano, maiale, vitello) tritata finemente, ma tenete da parte i petti e le interiora del fagiano, aggiungete il lardo e alla fine lo champagne, salate, pepate e mettete un po' di tartufo grattugiato (o olio di tartufo).
Coprite con una pellicola e mettete in frigo

L'indomani, 2 ore e mezza prima di pranzo

Prendete la ciotola dal frigo e accendete il forno a 190/200°.
Preparate una teglia (o la stessa placca del forno) sistemate della carta forno, adagiate poi un foglio di pasta sfoglia, bucherellatela e spennellate con uovo sbattuto i bordi del quadrato.
Versatevi metà della farcia senza toccare i bordi spennellati. Al centro mettete i vostri pezzi di foie gras, lamelle di tartufo, poi aggiungete ancora i pezzi di fegato e di cuore e i due filetti di fagiano che avete tenuto. Coprite poi con il resto della farcia.
Sistemate ora il secondo foglio di pasta sfoglia e fatelo ben aderire ai bordi, ricavate 3 piccoli fori in cui introdurrete dei piccoli cilindri di cartone (ciminiere) che serviranno a fare uscire l'aria calda.
Mettete ora in forno, nella parte centrale, per mezz'ora, poi abbassate a 150° per altri 40 minuti.

E ora, come dice lo chef Patrick Asfaux non resta che una visita sensoriale a questo monumento della gastronomia francese!

p.s. per la seconda parte ci vediamo con le foto della ricetta non appena troverò mezza giornata per realizzarla!

p.s.2 : AGGIORNAMENTO (24 marzo 2013), finalmente sono riuscita a vedere il film! Mi è piaciuto, soprattutto la narrazione della vita a palazzo e  della preparazione dei piatti e anche il personaggio della cuoca è davvero molto particolare, ben recitato, pungente... ora non resta che realizzare la ricetta!
p.s.3 : ecco qui la ricetta finalmente realizzata! uno spettacolo di sapori!

lunedì 4 marzo 2013

Il patè in 5 minuti

Qualche anno fa il piccoletto scoprì il patè durante le feste natalizie e da allora è rimasto uno dei suoi piatti preferiti.
Io, mamma adorante del figlio piccolo maschio, mi sono esibita in ricette vecchie e nuove, della nonna, della zia, dell'amica appassionata di cucina, ma tutte con un unico neo: troppo lunghe e complicate.
L'aggiunta della gelatina, che deve essere della giusta consistenza e non secondariamente l'acquisto del fegato di vitello che non è proprio a buon mercato mi hanno fatto elaborare questa economica e veloce ricettina, che si prepara in veri e propri 5 minuti, per la gioia di grandi e piccini.

Se avete ospiti e volete prepararlo in anticipo basta ricoprirlo con del burro fuso o della gelatina, ma anche solo coprirlo bene con della pellicola trasparente (di quelle senza PVC mi raccomando!)
Va conservato in frigo in un contenitore tipo quello della foto o anche un contenitore in vetro per alimenti ma per non più di 3 giorni.

Ingredienti

10-12 fegatini di pollo
50 gr di burro
1 cipolla bianca
olio e burro per la cottura
una spruzzata di Brandy
sale q.b.


Affettiamo finemente la cipolla e la mettiamo a soffriggere in una padella antiaderente con un goccio d'olio e un cucchiaio di burro, lasciamo appassire e quando inizia a colorarsi aggiungiamo i fegatini che avremo precedentemente pulito e lasciato in pezzi grandi.
Una volta che i fegatini sono colorati, ma non completamente (il fegato non deve mai cuocere troppo altrimenti diventa amaro) spruzziamo del Brandy e sprezzanti del pericolo lasciamo flambare avvicinando un bordo della padella al fuoco.
Pochi secondi dopo e sperando non abbiate bruciato i filtri della cappa, il fuoco sarà "finito" e i vostri fegatini pronti.
Versate il contenuto della padella in un contenitore alto, aggiungete i 50 gr di burro e il sale, frullate ora con il frullatore a immersione fino a che sarà diventato una crema. Sistemate nel contenitore che avete scelto e, una volta freddo, riponete in frigo.
Servite con crostini o preparate mini sandwich di prosciutto cotto e patè: una delizia!




domenica 24 febbraio 2013

Guinnes Pie

Dobbiamo prima di tutto chiarire una cosa, la Guinnes non è una birra scura, la Guinnes è la Guinnes! Non è paragonabile a nessun altro prodotto e quindi se volete fare la ricetta che a breve vi dettaglio dovete religiosamente seguire quanto vi scrivo e non comprare altro che la Guinnes.
Detto questo, soprattutto per i pochi che non l'hanno mai provata, posso dirvi che il post mi è stato ispirato dalla Cuochina Sopraffina ovvero Veruska Anconitano che scrive anche di viaggi e che con il suo post per Vanity Fair mi ha ricordato che avevo questo piatto nel mazzo e non lo avevo ancora giocato!
Qui trovate il link al suo interessante articolo.
Io passo invece alla ricetta, ma non prima di dirvi che sono una vecchia appassionata di questa birra, tanto da aver organizzato, anni or sono, una festa a base di Guinnes per il mio after wedding party, per quegli amici che non erano intervenuti al pranzo formale, sì insomma una sposa con una pinta di Guinnes! deve esserci anche qualche foto mia in giro ma sfortunatamente a quei tempi le macchine digitali non erano così diffuse e penso che si siano persi i negativi...

La ricetta (l'originale presa dal sito di Jamie Oliver)
per 4-6 persone

Olio EVO
3 cipolle rosse tritate finemente
3 spicchi d'aglio (io ne ho messo uno) tritato finemente
30 gr burro
2 carote tritate
2 gambi di sedano tritati
1 confezione di pasta sfoglia
200 gr formaggio tipo cheddar (io ho usato una fontina "giovane")
1 confezione di funghi champignon
1 kg di polpa di manzo a cubetti
440 ml Guinnes
2 cucc. farina
1 uovo sbattuto
rosmarino
sale e pepe q.b

Utilizziamo una pentola in ghisa o comunque una pentola che possa poi essere messa in forno.
Mettiamo a soffriggere nell'olio le cipolle per alcuni minuti, a fuoco moderato, aggiungiamo poi l'aglio, il burro, le carote e il sedano. Alzate il fuoco e distribuite nella pentola i funghi che avrete pulito e tagliato in quattro. Mescoliamo per bene e poi aggiungiamo il manzo, il rosmarino e regoliamo di sale e di pepe.
Lasciamo insaporire per alcuni minuti mettiamo la farina, mescoliamo e poi versiamo la Guinnes e se serve dell'acqua fino a coprire tutti gli ingredienti.
Attendiamo che tutti gli ingredienti siano ben caldi e poi potrete mettere la pentola coperta in forno, a 190°, e dimenticarvene per almeno due ore e mezza (anche se conviene, passata un'ora, dare una rimescolata).
Nel frattempo potete grattuggiare il formaggio in modo che sia pronto quando la carne avrà finito il suo lavoro in forno.
Una volta tolta la pentola dal forno aggiungerete metà del formaggio che si scioglierà all'istante, l'altra metà la tenete per dopo.
Mescolate bene il tutto e preparate una pirofila. Adagiate tutto il contenuto della pentola nella pirofila (abbiate cura di verificare che il sughetto non sia troppo liquido, se lo fosse fatelo ridurre prima) spolverate con il formaggio rimasto e coprite la pirofila con la pasta sfoglia in modo da formare dei grossi risvolti sui bordi. Spennellate la sfoglia con l'uovo sbattuto e mettete in forno, ripiano basso, per 30 minuti.

Nella ricetta originale c'è un doppio passaggio con la pasta sfoglia che io ho eliminato.

Ecco qui le foto dell'epico pasticcio di manzo con Guinnes...



lunedì 11 febbraio 2013

Masterchef: ci ho provato anche io!


Ebbene sì, anche io ho partecipato alle selezioni per partecipare a Mastechef, nello specifico Masterchef Italia 2, perchè alla prima edizione non mi avevano neanche più ricontatta dopo la prima telefonata.
Ma partiamo dall'inizio: era fine febbraio 2012 e mandai il questionario per partecipare dal sito di Sky, incrociando le dita e sperando che, diversamente dalla telefonata di 2 minuti dell'anno precedente, potessi, scrivendo, esprimere di più chi sono e cosa voglio, le mie passioni, eccetera eccetera.

Dopo due settimane vengo convocata ai "segretissimi" provini che si tengono a Milano: devo portare un piatto preparato a casa che potrò solo riscaldare con un microonde ed impiattare.
Panico, angoscia, eccitazione!!!  Avevo mille ricette in mente ma nessuna si prestava all'essere riscaldata decentemente in un microonde o ad essere trasportata all'alba sulla metropolitana.
Alla fine decido per un piatto che già facevo e che rielaboro per l'occasione: petto di piccione arrosto.
Lo so, hanno fatto una mistery box proprio settimana scorsa con il piccione: che io li abbia ispirati? Chi può dirlo...ad ogni modo è stata un'esperienza divertentissima, non so se la rifarei più che altro per la tensione e perchè ho timore che il maritino non si presterebbe a mangiare per una settimana la stessa cosa affinchè io possa produrne una versione perfetta!
Non sto a dirvi che dopo aver mangiato piccione per dieci giorni prima del provino ho il divieto assoluto anche solo di pronunciarne il nome in casa.
In compenso gli chiesi di accompagnarmi (era permesso un accompagnatore a persona) e si divertì forse anche più di me, con tutte le riprese che ci hanno fatto prima e dopo i provini, a farci urlare a squarcia gola "Masterchef" con le braccia alzate, oddio che ridere...ogni tanto quando gli cucino qualcosa di speciale me lo rifà a tavola...rido fino alle lacrime!


Questa è la ricetta, a me ormai vietata...provateci voi!

Due piccioni
1 grossa patata a pasta gialla
1 cipolla rossa di piccole dimensioni
aceto balsamico
miele
pasta brisè (io per l'occasione la feci a mano, ma voi compratela che fate prima)
fagiolini una manciata
3 fette di speck
1 carota, 1 gambo di sedano, mezza cipolla bianca
burro
sale

Mi rendo conto che il piccione non si trova dappertutto, si lo so, le nostre piazze ne sono piene ma servono giovani piccioni di allevamento. Io li reperisco facilmente al Carrefour, voi provate a chiedere in una polleria se non li trovate dal vostro rivenditore di fiducia.
I piccioni vanno incisi nella parte dello sterno per recuperare il petto, facendo attenzione a non rovinare la carne, poi togliamo la pelle e il resto della carcassa lo rompiamo grossolanamente per fare il fondo che ci servirà a nappare la carne.
Quindi in una capiente pentola con bordi alti mettiamo un filo d'olio e una noce di burro, la carota, il sedano e la cipolla tagliati a pezzi (non troppo fini, non serve) e i resti dei piccioni, copriamo a filo con l'acqua e lasciamo che si consumi tutta, a fuoco lento, poi filtreremo i succhi e se la salsa risultasse troppo liquida la monteremo leggermente (con una frusta e un cucchiaino di burro e farina).
Ma torniamo ai nostri petti di piccione, li rosoliamo in una noce di burro, due minuti per lato e poi li mettiamo in forno caldo, 180 ° per 4 minuti. Il piccione è una carne, come l'anatra, che non va cotta troppo, altrimenti si rischia che diventi stopposa.
Per i contorni abbiamo dei fagiolini verdi lessati, ma ben consistenti, non troppo molli, che avvolgeremo in tre "fascine" con le fette di speck e passeremo velocemente con poco burro in padella.
Per le patate che fanno da decorazione ai petti, le peliamo e affettiamo sottilmente con una mandolina, poi le adagiamo in una teglia che abbiamo foderato con carta forno, a formare un fiore, le spennelliamo con del burro fuso (si lo so, io uso molto burro... fatevene una ragione) e mettiamo in forno, anche qui 180° andranno bene, fino a che non risultino colorate ma non bruciate, mi raccomando!
Infine terminiamo con la tarte di brisè con cipolle caramellate all'aceto balsamico: per la tarte ritagliate un cerchio di pasta brisè e sistematelo in uno stampo da muffin, all'interno mettete dei fagioli o quello che volete per fare una cottura in bianco della pasta. Nel forno fino a che non si colora e poi lasciate raffreddare prima di togliere i fagioli.
Per le cipolle caramellate invece procediamo tagliandole sottilmente a Julienne, lasciandole imbiondire nel burro e, quando sono morbide, spruzzandole di aceto balsamico e versandovi un cucchiaino di miele.
Appenano accennano a caramellare toglietele dal fuoco, quando saranno tiepide potrete versarle nella tarte di brisè.

Sì, in effetti non era esattamente una ricetta facile, è quello che mi ha detto anche lo chef che mi ha intervistata, ma a me andava di dare il 110% e così ho fatto. Divertita tanto, delusa un poco, ma sono guarita quasi subito...

Petto di piccione rosato al forno, con fagiolini e gallette di patate, tarte con cipolle caramellate all'aceto balsamico

Questa foto è stata "rubata" un secondo prima di presentare il piatto ai selezionatori, di sfuggita con il telefono... spero si riescano ad individuare i singoli ingredienti...



giovedì 7 febbraio 2013

Il mio Gulasch di cervo

Sembrava proprio fosse arrivata la primavera, si sono sfiorati anche i 10 gradi... invece da oggi un vento gelido ha iniziato a soffiare su tutta Milano, quindi per rinfrancare il maritino che torna dall'ufficio in scooter e sarà un pezzo di ghiaccio cosa c'è di meglio di un super Gulasch di cervo?
La ricettina è l'inseme di tutte le ricette che ho trovato e che ho poi sperimentato, questa è per me la migliore, perchè mi piace che si senta molto la paprika e che sia molto cremoso. Al posto del cervo, se per motivi di approvvigionamento o semplicemente di gusto non volete utilizzarlo, potete utilizzare la polpa di manzo o anche il maiale, meglio il filetto.
Io faccio super scorta di cervo quando vado in montagna e lo congelo, così ne ho sempre un po' in freezer...
E' importante, visto il gusto deciso di questa carne, metterla a marinare in frigo la sera prima con una carota, un gambo di sedano e cipolle a pezzi, coprendo con del vino bianco.

Ingredienti per 4-6 persone

1 kg di polpa di cervo a cubetti
3 cipolle bianche pelate e tagliate finemente
50 gr di burro
4 cucc. di olio evo
600 gr pelati
2 cucc. paprika in polvere
1 cucc. farina
1 pizzico di sale

Prima di tutto recuperiamo dal frigo il nostro cervo e togliamolo dalla marinata, asciughiamolo con della carta tipo scottex.
Nel frattempo avremmo messo in una pentola, di quelle con i bordi alti, meglio di ghisa, olio e burro.
Mettiamo ora ad imbiondire le cipolle, avendo cura che non si bruciacchino. Una volta morbide le cipolle, possiamo mettere la carne e lasciare insaporire per bene.
Saliamo la carne e poi aggiungiamo la paprika che avremo disciolto in un bicchiere di acqua calda.
Lasciamo ancora insaporire per qualche minuto e poi versiamo direttamente sulla carne la farina, diamo una bella mescolata e versiamo i pelati, saliamo ancora con un pizzico di sale.
Per fare in modo che il tutto si insaporisca per bene teniamo la pentola scoperta per altri 5 minuti, poi versiamo un bicchiere di acqua calda, copriamo con un coperchio e continuiamo la cottura per almeno un'ora.

Ottimo se accompagnato da un purè di patate.
Nella foto c'è anche la buonissima paprika che mi portò la mia amica Ilaria dall'Ungheria...gnam!