martedì 30 dicembre 2014

Prosciutto arrosto glassato all'Orientale

L'ultima fatica prima della fine di questo 2014 che è stato parecchio laborioso ma che mi ha regalato anche tante soddisfazioni. Tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno, anzi a volte più pieno di quello che è in realtà, ma onestamente ho davvero lavorato molto e ottenuto altrettanto, penso che la soddisfazione personale sia un po' il motore che ci muove, io la mia la trovo qui e anche dipingendo e in mille altre attività quotidiane, che sembrano monotone e noiose ma che mi piacciono parecchio, forse il trucco è proprio questo qui: trovare il bello in quello che si fa, sempre.
Quindi mi congedo per quest'anno con questa supermega ricettona che ho sperimentato per il pranzo natalizio che ho tenuto nella mia magione (;-)) e che ha riscosso un incredibile successo anche tra i parenti più tradizionalisti! La ricetta è presa da libro di Lorraine Pascale "Baking made easy" ed è stata seguita passo-passo, a parte l'aggiunta del peperoncino che era troppo anche per i parenti tradizionalisti.
Il primo scoglio che ho incontrato ma che non mi ha fatto demordere è stato trovare la carne di maiale adatta: una coscia di maiale! Avete presente quanto è grande? circa 10 kg... poi te la devono dare disossata e tagliata in modo che stia in una pentola visto che la dobbiamo bollire...quindi armata del mio migliore sorriso sono andata al banco macelleria dell'Unes di Buccinasco (li cito perchè sono stati gentilissimi e davvero disponibili) e spiegare cosa mi serviva e perchè... dopo 5 minuti di occhi strabuzzati (non deve essere una richiesta frequente), sono riuscita a ordinare la carne e il giorno del ritiro si sono tutti mobilitati per accontentarmi e riuscire a darmi un pezzo di coscia bello e che stesse nella mia pentolona. La coscia è stata legata per la bollitura altrimenti si sarebbe aperta, cosa che vi consiglio di fare o di far fare al macellaio perchè altrimenti pregiudicate tutta la ricetta.

Ingredienti:

Una coscia di maiale disossata ma con la cotenna (la parte centrale con cui si fa il prosciutto cotto per intendersi).
La mia pesava 5,5 Kg.

Per la bollitura:
una manciata di pepe nero in grani
2 foglie di alloro
zenzero fresco da grattuggiare (circa 1 centimetro)
1 anice stellato
una super manciata di chiodi di garofano

Per la glassa (se il vostro prosciutto sarà grande come il mio, raddoppiate gli ingredienti)
2 spicchi d'aglio, pelati e schiacciati
succo e buccia grattuggiata di mezza arancia
220 gr di miele
340 gr zucchero di canna
1 peperoncino fresco tagliato sottile (io ho omesso...)
1 cucc.no di cinque spezie cinesi (viene buona lo stesso se ci mettete coriandolo in polvere, noce moscata e pepe)
100 ml di salsa di soia
sale e pepe q.b.

Dovete programmare questa ricetta perchè si inizia il giorno prima e poi ci sono i tempi di raffreddamento.
La sera prima mettete in acqua il vostro prosciuttone, completamente coperto (già nella pentola che userete il giorno dopo così basterà inclinare la pentola per togliere l'acqua, meno lo sbatacchiate e meglio è)





La mattina buttate l'acqua, mettetene altra e gli ingredienti per la bollitura (tenete un po' di chiodi di garofano per la decorazione).
Accendete il fuoco e coprite. Deve cuocere parecchio: per ogni 450 gr dovete calcolare 25 minuti. Il mio è stato cotto oltre 5 ore e mezza.
Quando avrete finito di bollirlo lasciatelo nella sua acqua a raffreddare un po' e poi più delicatamente possibile toglietelo dalla pentola (io ho rovesciato il tutto nel lavandino della cucina, sembrava di stare in una fabbrica di cotechini). Sistematelo direttamente in una teglia capiente, foderata con carta forno che deve coprire anche i bordi in modo che la glassa non fuoriesca e si bruci in cottura.
Con l'aiuto di un coltello ben affilato rimuovete la cotenna ma non il grasso, dovete lasciarne un bello strato per inciderlo.

Tolta la cotenna, potete togliere lo spago (se avevate legato la carne) e iniziare a incidere il grasso in modo da formare dei rombi. Ai vertici di ogni rombo inserite un chiodo di garofano.

Durante la bollitura, siccome avrete avuto parecchio tempo, avrete preparato la glassa mettendo in un pentolino con fondo alto tutti gli ingredienti della glassa e lasciando sobbollire per circa 20 minuti.
Ora quindi versate parte della glassa sul prosciutto in modo che ne sia ben coperto e durante la cottura raccogliete la glassa che si depositerà su fondo e riversatela sulla carne.
Il forno deve essere scaldato a 220° e lascerete cuocere per 20-30 minuti (non serve per cuocere la carne ma per fissare la glassa).
Togliete dal forno e lasciate raffreddare completamente.
Al momento di servire il prosciutto affettatelo finemente e riscaldate la glassa che era avanzata per accompagnarlo.
Sublime.
Buon anno!







venerdì 5 dicembre 2014

Tortine arancia cannella e tutto profuma di Natale!

Ricettina super natalizia perchè mancano solo 20 giorni a Natale e io, che farei l'albero il 1^ novembre, sono già super agitata per tutti i preparativi, dai regali al menù del pranzo!

Sono stata ispirata dalle tortine portoghesi di Jamie (Oliver ndr) che faccio spessisimo a casa perchè sono veloci e buonissime, ma volevo qualcosa di più fragrante e quindi ho usato la pasta frolla superburrosa che utilizzo per fare le crostate.

Nel ripieno c'è una crema che va versata nelle tortine quando sono quasi cotte (la cottura va fatta "in bianco") e poi rimesse in forno giusto 10 minuti per farla cuocere.

Ecco qui ingredienti e procedimento:

Per la frolla vi rimando al post della Crostata con marmellata di fichi che ho pubblicato qualche settimana fa. Per 15-16 tortine basta metà dose di pasta frolla.

Per la crema:

125 gr di panna fresca
1 uovo
mezza bacca di vaniglia
1 arancia non trattata
1 cucc. di zucchero semolato fine

cannella a profusione da versare tra la frolla e la crema e poi come ultima spolverata sopra

Pre-riscaldiamo il forno a 180°, prepariamo una teglia da muffin di quelle con i 12 stampini (o quanti ne volete), se farete più di 12 tortine conviene prendere già due stampi perchè una volte cotte non potrete toglierle dallo stampo prima che si raffreddino.
Stendiamo con il mattarello la nostra frolla (io metto sempre tra il mattarello e la frolla della carta forno, in modo che non si appiccichi), serve che sia spessa 5 mm. Poi con un coppapasta o anche con un bicchiere fate delle forme rotonde, per la misura basatevi sulla vostra teglia da muffin: il cerchio deve essere un po' più grande del fondo delle formine, altrimenti non avrete abbastanza frolla per i bordi.
Sistemate i cerchi di frolla nelle formine della teglia e delicatamente spingete in modo che la pasta aderisca perfettamente al fondo della formina e che il bordo sia ben aderente e rialzato di almento 1 cm,  1,5 cm . Date un paio di forchettate all'interno della forma così da evitare che si alzi in cottura, potete anche usare i pesini per la cottura in bianco (io uso dei fagioli secchi), in modo che la frolla per il peso non si alzi. Non serve imburrare la teglia.

Inforniamo per 10-12 minuti, fino a quando i bordi non iniziano a colorarsi un po'.
Sforniamo e cospargiamo le tortine di cannella, aggiungiamo una o due cucchiaiate di crema per ogni tortina.
La crema la prepariamo così:

Sbattiamo l'uovo con una forchetta, aggiungiamo la panna, i semi di vaniglia, la buccia di arancia e lo zucchero. Amalgamiamo bene con una frusta e la nostra crema è già pronta!

Inforniamo nuovamente per 7-8 minuti (io ho un forno a gas quindi immagino i tempi saranno diversi con un forno elettrico), se squotendo delicatamente, la crema balla dentro le tortine non è pronta, quando si muove solo lievemente potete togliere dal forno.

Lasciate raffreddare completamente, con la punta di una coltello aiutatevi a sformare le tortine e cospargete con cannella. Ottime con un tè natalizio, film, copertina e divano :)




Foto in "notturna" illuminate dai lumini... con il piccoletto che mi assiste sul terrazzo... momenti intensi di una vita da blogger...



Con questa ricetta partecipo al contest "Profumo di Natale" di Non solo Pasticci

 



mercoledì 19 novembre 2014

Versatile Blog Award!!!

Ma si può che uno vince un premio (che non è che capiti spesso) e lo scopre 6 mesi dopo? Ecco ieri sera mentre aspettavo la preadolescente davanti all'accademia di danza dove va a contorcersi e saltellare con le sue mossette Hip-Hop (un vero spasso guardarla... prima poi le si stacca la testa dal collo), insomma, ero lì che sul telefono mi rileggevo i commenti che le pie lettrici del blog mi lasciano per testimoniare i loro apprezzamenti e sul post della pizza con pasta madre mi viene sott'occhio un commento mai letto, che oltre a farmi tantissimi complimenti, mi nomina e assegna un premio : Versatile Blog Award! Presa dal panico perchè ho pensato subito che la gentilissima Carla Ottaviani del blog Mestolo Lilla avrà pensato che solo una stordita non la ringrazia per un premio assegnato, ho subito inviato un commento di scuse...e ora mi trovo qui ad assolvere al mio dovere di premiata e scrivere le 7 cose di me che proprio dovete sapere e nominare altri 15 blogger.
Ancora una volta, pubblicamente, ringrazio Carla e mi scuso con lei per essermi accorta tardi del suo gentil pensiero!

Innanzitutto ecco le regole che dovrà seguire chi verrà nominato :

  • Mostrare il logo sul proprio blog del premio ricevuto
  • Ringraziare la Blogger che vi ha nominato mettendo il link al suo blog
  • Scrivere 7 cose su di voi
  • Nominare altri 15 blog (io ho scelto di nominare i blog che seguo sotto un certo numero di follower perchè lo scopo del premio è la visibilità:))
  • Mettere il link dei blog nominati e informarli del premio ricevuto
Ora vi elenco 7 cose di me che mai avreste immaginato :

1. L'anno scorso ho perso 28 kg, giuro, una dieta durata 1 anno e che ancora continuo, pur preparando per il resto del mondo lasagne e arrosti come nulla fosse.

2. Sono una bodypainter (ma questo nel blog lo ho già detto), dipingo corpi, visi e anche pancioni (che mi piace tantissimo)

3. Sono sposata da 16 anni... e sono felice!

4. A 15 anni ero una punk ribelle, con i capelli rasati da un lato e gli anfibi con la punta di ferro

5. Senza offesa per nessuno, e probabilmente per mia negazione totale, odio il cake design

6. Vorrei trasferirmi in Canada e lì aprire il mio food truck

7. Non smetto mai di fare progetti


Questi sono i blog che nomino :

1. Pancetta bistrot

2. Staffetta in cucina

3. La blonde femme

4. L'orto di Giada

5. La Belle Auberge

6. Colazione da Frankie

7. S&V a colazione

8. Pasticci Patapata

9.  Ab Ovo

10. La gatta sul tetto

11. C'est ma fournée

12. The moonblush baker

13. Creme de la crumb

14. Cook and the city

15. KikaCooking

Pace e amore



lunedì 10 novembre 2014

Il sugo finto di Giulia

Questo è un post veloce, veloce come questa ricetta che, a parte il tempo di cottura, si prepara in un attimo... il sugo finto!
Ho imparato a cucinarlo nel celeberrimo corso Blog Lab di Giulia Scarpaleggia di Juls' Kitchen ed è stata una vera rivelazione! A parte che è perfetto per vegetariani e vegani perchè non c'è ombra di carne nè derivati animali ma è anche gustosissimo e non ha nulla da invidiare ad un ragù tradizionale, rimanendo, tra l'altro, molto più leggero.

Ingredienti per 4 persone

2 carote
2 gambi di sedano
1 cipolla grande
mezzo bicchiere di olio EVO
mezzo bicchiere di vino rosso fermo
una latta di pelati da 400 gr
sale e pepe q.b.
rosmarino, salvia

Utilizziamo una pentola con fondo alto o in ghisa per le cotture lunghe.
Peliamo tutte le verdure e le tritiamo finemente insieme alla salvia e al rosmarino, come se facessimo un soffritto, io ho utilizzato il robot da cucina per sveltire i tempi.
Nella pentola versiamo il nostro olio EVO, lasciamo che si riscaldi e  aggiungiamo il trito, lasciamo che il tutto si soffrigga bene e quando ci sembra pronto versiamo il vino. Lasciamo evaporare per bene e uniamo i pelati (io li lascio interi perchè poi si disfano ma potete anche frullarli prima).
Copriamo la nostra pentola e lasciamo cuocere per 40 minuti, alla fine saliamo e pepiamo.
Controllate di tanto in tanto la cottura.

Io lo trovo davvero delizioso... anche solo da mangiare con il pane!





mercoledì 29 ottobre 2014

Pane dolce con zucca e mirtilli rossi

Dai che tra un paio di giorni è Halloween e anche se siamo italiani e per noi non è una tradizione così radicata, ci piace un sacco ed è anche una scusa per festeggiare un po'.
Quindi non posso esimermi dal propinarvi una ricettina a tema, ma siccome volevo stupirvi con effetti speciali non ho voluto sperimentare biscottini con facce mostruose o dolcetti dall'aspetto terrificante, e mi sono invece confrontata con questo pane dolce alla zucca che ho trovato su Joy of Backing che è fonte inesauribile di ricette, soprattuto per le feste d'oltreoceano.

Questa volta, siccome il testo della ricetta era in inglese ho chiamato a rapporto la pre-adolescente, prossima studentessa del liceo linguistico con la scusa che "quale miglior esercizio che una bella ricettina da leggere e tutti i termini degli ingredienti da imparare"... ha accettato, incredibilmente, e si è staccata dal divano per raggiungere me e il piccoletto, che ieri ha dato solo un supporto morale essendo impegnato nei compiti (ha deciso che vuole la medaglia come studente dell'anno) sempre sul tavolo della cucina, che quindi era parecchio affollato.

Stamattina a colazione questo pane è stata una vera sorpresa, soffice e umido, dolce e con quel gusto un po' speziato, io lo adoro e penso che se la giochi con il Banana Bread che ormai è un dolce di casa.

Tra gli ingredienti c'è la purea di zucca che io ho fatto con una zucca noce di burro (o butternut squash per le più british) pulita (ma ho lasciato la buccia), lavata e fatta a pezzi grandi, lasciata nel forno con la polpa verso il basso per 45 minuti a 180°C. Poi ho tolto la polpa con un cucchiaio e frullata con il minipimer e un goccio d'acqua tiepida, per renderla più fluida.
Nella ricetta ne servono 240 ml, tenete conto che io ho utilizzato mezza zucca e mi è bastata, perchè di polpa ne ho ricavati 200 e di acqua ne ho messi 40.

Ingredienti:

  • 120 gr di mirtilli rossi, freschi (non li troverete mai), congelati (forse), disidratati (più facile, io li ho messi a mollo come con l'uva passa, con un po' di acqua tiepida)
  • 215 gr di farina 00
  • 1/2 cucc.no di lievito per dolci
  • 1 cucc.no di bicarbonato di sodio
  • 1/2 cucc.no di sale
  • 1 cucc. di scorza di limone grattuggiata (la ricetta diceva arancia ma non ne avevo :-()
  • 1/2 cucc.no di cannella in polvere
  • 1/2 cucc.no di zenzero in polvere (secondo me quello fresco qui non va bene, piuttosto non mettetelo)
  • 2 chiodi di garofano polverizzati (li mettete nello scottex e ci picchiate sopra il fondo di qualcosa, pensando che sia la faccia di quella vicina simpatica che sbatte il tappeto sul vostro bucato pulito..)
  • 113 gr di burro a temperatura ambiente
  • 200 gr di zucchero semolato 
  • 1 cucc.no di estratto (NO ESSENZA) di vaniglia o 1/4 di bacca come ho fatto io
  • 2 uova grandi
  • 240 ml di purea di zucca (che non credo da noi si trovi in lattina come negli USA...ma non si sa mai, altrimenti ve la dovete fare :-))
  • 60 ml di succo d'arancia (io ho messo succo senza zucchero di mela, carota e arancia che avevo in casa)


In una ciotola mischiamo insieme la farina, il lievito, il bicarbonato, la scorza di limone, il sale e le spezie in polvere. Nella planetaria, invece, iniziamo a far andare la frusta K con burro e zucchero in modo che risultino belli spumosi, poi aggiungiamo le uova, una alla volta e, quando ben incorporate, aggiungiamo la vaniglia, la purea di zucca e infine il succo. Ora è il momento di aggiungere la farina che abbiamo nella ciotola e quindi la inseriamo nella planetaria mentre la frusta lavora, poco a poco.
Facciamo andare fino a che non è ben amalgamato ma non sovralavorate il composto, non va girato troppo insomma :-)
Aggiungiamo, aiutandoci con una spatola, i mirtilli scolati e ammorbiditi che dovranno essere ben distribuiti in tutto l'impasto.
Foderiamo il nostro stampo con carta forno e versiamoci l'impasto, in forno per circa 1 ora a 180°C.
Il mio pane risulta molto colorato sopra perchè io ho un forno a gas che rimane più caldo sotto rispetto a sopra e per colorare le torte faccio sempre 5 minuti di grill alla fine...qui probabilmente ne ho fatti 6.






lunedì 27 ottobre 2014

Pici e tanto amore!!!

La domenica a casa mia c'è sempre un'attenzione particolare al pranzo, anche se siamo quasi sempre solo noi quattro, il gatto e la cavia, ci tengo proprio tanto a questo momento familiare.
Cerco sempre di fare del buon cibo, qualcosa che piace a tutti e che solitamente si merita l'applauso dei più entusiasti, a volte ci scappa pure il dolce, magari fatto dal piccoletto che è sempre lì con le mani infarinate e vuole imparare tutte le torte del mondo. La preadolescente si "limita" a mangiare, sostenendo che a lei non piace cucinare, poi sospira guardando una foto degli One Direction e ritorna all'amato divano, ormai suo luogo di permanenza assoluto...
Il maritino si diverte a cercare il vino più adatto per quanto porterò in tavola da lì a poco e quindi ognuno partecipa, a modo suo, al momento.
Tiffany mi dà leggere testate sui polpacci a mo' di coccola per vedere se riesce a guadagnarsi qualche bocconcino e la cavia "fischia" contenta al rumore del sacchetto del pane (credo le ricordi il rumore del sacchetto del fieno, di cui è golosa).
Ecco il quadretto, ed ecco  la ricetta di oggi, imparata al Blog Lab di Juls Kitchen, e in cui c'è stata anche una dimostrazione pratica della bravissima Luisa, dell'Agriturismo  Il Rigo della Val d'Orcia, vera patria di questo primo piatto.

Ingredienti per 4 persone

300 gr di farina 00
150 gr di acqua tiepida
2 pizzichi di sale
2 cucc di olio EVO

farina di semola per non far attaccare la pasta

Uso la mia amica planetaria e metto farina e sale nella ciotola, aggiungo l'olio e metto in funzione a velocità media. Aggiungo a filo l'acqua e attendo che si amalgami bene e che si incordi sul gancio.
Quando la ciotola sui bordi è ben pulita, spengo la planetaria e metto l'impasto sull'asse di legno, dove continuo ad impastarlo a mano fino a che non è ben compatto ed elastico. Ne faccio una palletta e lo lascio sull'asse di legno a riposare per 30 minuti. Prima però lo ricopro con un velo d'olio che spargo con la mano su tutta la superficie che rimane all'aria (io lo copro anche con una ciotola rivoltata per proteggerlo dalle leccatine di Tiffy che è sempre in giro ed è veloce come un guerriero Ninja).

Finito il riposo ne prendo una parte, la stendo con il mattarello e la divido in parti uguali per il lungo, ed inizio a fare il picio. Man mano che li preparo li sistemo su di un vassoio che ho coperto con uno strofinaccio pulito che ho cosparso con la semola, in questo modo evito che i pici si attacchino fra loro.
Luisa, la "maestra" dei pici, li sistema man mano in una ciotola piena di semola, ma lei ne fà per un reggimento e a me basta invece solo un vassoio.



E' importante che non usiate farina sull'asse di legno perchè non fa scivolare bene il picio mentre lo arrotolate sull'asse .... qui un video dimostrativo di Luisa che spiega bene il movimento da fare.

Una volta pronti lessateli in abbondante acqua salata per 7-10 minuti e conditeli con un ragù a vostra scelta. Io ieri avevo del ragù di cervo che ci sta alla perfezione!

Buon pranzo in famiglia!


Per le vostre prossime vacanze in Val d'Orcia:

    Azienda Agricola Il Rigo
    San Quirico d'Orcia
    Siena 53027 - Italia
  • Phone : +39 0577.897291
  • Mobile : +39 342 3735370





mercoledì 22 ottobre 2014

Profiterol che passione!

Altra lezione di pasticceria per il piccoletto pasticcere to-be che si è dato da fare ad impastare e sfornare bignè a tutto spiano! Sembra uno di quei dolci difficilissimi ma con un paio di trucchetti risulta più facile di tante altre torte, la pasta choux è veloce e poi ci si aiuta con l'impastatrice, la panna da montare con un po' di zucchero a velo altrettanto semplice, per la crema al cioccolato poche mosse e tutto è pronto...ci vuole il tempo, che è uno dei beni più preziosi e rari che abbiamo oggi, e che in questo caso è utilizzato benissimo!!
Il Profiterol poi è un dolce che mi ricorda le domeniche di festa quando ero bambina,  spesso si comprava al posto dei pasticcini, perchè pochi riescono a resistere se lo vedono nella vetrina frigo della pasticceria ...

Preparate il giorno prima la base per la crema al cioccolato perchè deve essere ben fredda per essere incorporata alla panna montata.

PASTA CHOUX (PER 20 BIGNE' GRANDI)

167 gr di acqua  (non usate mai quella del rubinetto se sa di cloro!)
100 gr di farina 00
67 gr di burro
3 gr di sale fino
3 uova intere

Fate bollire l'acqua in un pentolino con il fondo spesso, insieme al burro e al sale. Raggiunta l'ebolizione versate a pioggia la farina mescolando velocemente fino a che tutto l'impasto non si staccherà completamente dai bordi del pentolino.
Ora travasatelo nell'impastatrice e mettetela in funzione a velocità media con la frusta K, versandovi le uova una alla volta, aspettando fra uno e l'altro che sia completamente integrato nell'impasto.

Attendete che l'impasto si raffreddi un po' e poi  riempitevi una sac à poche con il beccuccio liscio (cioè che non faccia alcun disegno).

Pre-riscaldate il forno a 220°.
Preparate un placca per forno con della carta forno ben distesa, fate due puntini con l'impasto tra la carta e la placca in modo che si appiccichi per bene e non si muova.
Appoggiate il beccuccio della sac à poche sulla placca e premete leggermente sulla sac à poche in modo che l'impasto fuoriesca, fatto il bignè sollevate verso l'alto con un gesto deciso il beccuccio in modo da staccare il pezzo di impasto ancora attaccato al bignè. Proseguite lasciando spazio tra un bignè e l'altro e disponendoli in modo ordinato sulla placca.
Infornate  per 10-15 minuti e sorvegliate bene la "crescita", siccome "soffrono" per l'eccessiva umidità vi consiglio di tenere leggermente socchiuso il forno per qualche minuto, in modo che l'umidità fuoriesca. Se il bignè si affloscia non disperate, quando lo riempirete di panna riprenderà la sua splendida forma.
Lasciateli raffreddare molto bene prima di riempirli

PANNA MONTATA
In questo caso si tratta di crema Chantilly (anche se molti la confondono con la diplomatica quando vi si aggiunge la crema pasticcera)
che poi sarebbe:

250 ml panna fresca da montare
2 cucc. di zucchero a velo
mezza bacca di vaniglia

Montate la panna con lo zucchero e la vaniglia, quando pronta  sistematela in una sac à poche con beccuccio fine e riempite i bignè (fate un buchino alla base del bignè per inserire il beccuccio).
Disponeteli su di un piatto pronti per il tuffo nella crema al cioccolato

 
CREMA AL CIOCCOLATO (la base si prepara il giorno prima)

200 gr cioccolato fondente 50%
185 ml di acqua (non usate mai quella del rubinetto se sa di cloro!)
40 gr di burro

250 ml di panna fresca da montare e 2 cucc. di zucchero a velo

Sciogliete in un pentolino con il fondo spesso e a fuoco basso, il cioccolato, l'acqua e il burro in modo che si formi una bella crema omogenea e che il cioccolato sia tutto ben sciolto. Togliete dal fuoco e versate in un contenitore di acciaio, lasciate raffreddare per bene senza mettere in frigo (io la preparo il giorno prima).

Quando completamente raffreddata montate la panna con lo zucchero a velo e incorporatevi la crema aiutandovi con una spatola con movimenti dal basso verso l'alto. Volendo, se montate la panna nella planetaria, una volta che è montata, potete versarvi a filo la crema al cioccolato, in modo che si amalgami perfettamente.


"MONTIAMO" IL PROFITEROL

Abbiamo i nostri bignè riempiti di panna su di un piatto, il nostro contenitore con la crema al cioccolato e un bel vassoio vuoto su cui riporre il Profiterol.
Tuffate i bignè uno alla volta nella crema, io faccio questo lavoro con le mani, se siete schizzinose usate i guanti, ma poi vi perdete il leccaggio dita..:-)  Disponete i primi bignè sul vassoio e poi uno sull'altro in modo da creare una piramide. Decorate con ciuffetti di panna montata e riponete in frigo 3/4 ore prima di servire.

La piramide da fare sembra difficile ma, sarà che ne ho mangiati tanti in vita mia, mi è venuto...istintivo!

Ed eccolo in tutta la sua gloria anni 80 !!!








giovedì 16 ottobre 2014

Brioche di Nanterre per il World Bread Day

Quale migliore occasione per provare questo pane dolce ottimo per la colazione? Vi anticipo che si tratta di ricetta con lievito madre, quindi se volete cimentarvi in questo pane armatevi di pazienza e soprattutto di lievito madre, che non cresce sugli alberi ma che si può anche autoprodurre...oppure chiedere alla sottoscritta se abitate a Milano visto che sono anche "spacciatrice ufficiale di lievito madre" come documentato  qui

Ecco gli ingredienti

290 gr di farina 0 (io uso sempre manitoba)
30 gr di latte intero
120 gr di burro pomata (ovvero morbido)
50 gr di zucchero bianco
6 gr di sale
65 gr di lievito madre rinfrescato il giorno prima
3 uova intere
mezza bacca di vaniglia
acqua di fiori d'arancio (all'occorenza del succo d'arancia)

Utilizzo come sempra una planetaria con il gancio K,  poi utilizzeremo il gancio per gli impasti più duri.
Mettiamo tutti gli ingredienti eccetto burro, sale e lievito nell'impastatrice e azionate per 10 minuti a bassa velocità.
Aggiungiamo mentre è in funzione il lievito madre e, dopo qualche secondo, il sale e il burro; ora spegniamo la planetaria e sostituiamo il gancio con quello ad uncino, per gli impasti lievitati. Facciamo andare per una ventina di minuti o fino a che l'impasto si stacca bene dai bordi.
Quando ben incordato possiamo lasciarlo nella planetaria per un paio d'ore (coperto con uno strofinaccio pulito).
Terminato il tempo di lievitazione lo mettiamo in un altro contenitore (non di alluminio) e lo  lasciamo riposare in frigorifero per almeno 6 ore (sempre coperto con lo strofinaccio).

Una volta terminata la seconda lievitazione lasciamo fuori dal frigo l'impasto una ventina di minuti per fargli raggiungere la temperatura ambiente, poi lo suddividiamo in palline di ugual misura (ne ho fatte 6), prendiamo uno stampo a cassetta (io li fodero sempre di carta forno) e ne mettiamo sui lati lunghi 3 e 3, in modo che risultino alternate, una a destra, una a sinistra  e così via...

Ricopriamo il tutto con la pellicola trasparente e lasciamo lievitare all'interno del forno spento fino a che l'impasto non supera il bordo dello stampo.


Ora è pronto per l'entrata trionfale in forno, a 200° per 30 minuti.





Buona colazione e buon World Bread Day!




La ricetta è di Antonella, e la trovate insieme a tutte le altre dei seguaci di pastamadre.net qui

lunedì 6 ottobre 2014

Crostata con marmellata di fichi alla vaniglia

I primissimi giorni di settembre sono stata nei pressi di Siena, a Colle Val d'Elsa, per un blog lab davvero speciale a casa di Giulia Scarpaleggia, ai più nota come Juls' Kitchen. Ho dormito in un agriturismo a pochi metri da casa sua e la proprietaria con cui ho avuto il piacere di scambiare due chiacchere la mattina a colazione, avendo saputo che sono una appassionata di cucina, mi ha regalato alcuni fichi cresciuti nel suo giardino, belli maturi, perfetti per preparare un'ottima marmellata!

Ecco la crostata fatta insieme al piccoletto (pasticcere to be), nello specifico la griglia un po' tremolante ma fatta con tanta tanta passione...

PER LA FROLLA (vi do le dosi per due panetti, io ne faccio sempre due e uno lo congelo :-))


500 gr farina 00
250 gr di burro freddo
200 gr zucchero
25 gr di miele
3 rossi d'uovo (uova medie)
1 uovo intero
scorza di limone o, in alternativa, 1/2 bacca di vaniglia
un pizzico di sale

Io per comodità uso sempre una impastatrice con gancio per impastare, se volete fare a mano dovete utilizzare una spatola magari di metallo per aiutarvi e toccare il meno possibile l'impasto perchè il burro non deve scaldarsi.
Nella planetaria prima di tutto inserisco il burro tagliato un po' a cubetti (ma grandi) e bello freddo, aggiungo zucchero, miele, scorza o vaniglia, sale e aziono il gancio fino a che non si formano delle belle briciolone.
Aggiungo le uova e riaziono il gancio fino a che non sono ben amalgamate. Per ultima inserisco la farina tutta in una volta mentre il gancio sta funzionando, una volta incorporata fermo il gancio e termino l'impasto giusto con due passaggi sul tavolo. Lo divido in due, uno lo congelo e l'altro lo metto in frigo per almeno un'oretta.

PER LA MARMELLATA

300 gr polpa di fichi (non ho messo le bucce)
150 gr zucchero semolato
150 gr zucchero con peptina (per marmellate)
1/2 bacca di vaniglia
una spruzzata di limone

In un pentolino di acciaio con fondo alto metto tutti gli ingredienti e attendo che lentamente lo zucchero si sciolga, mescolo di tanto in tanto e quando la marmellata resta ben attaccata al cucchiaio è pronta!

La sistemo poi in barattoli, in questo caso, per la crostata, l'ho preparata qualche giorno prima, messa in frigo e riscaldata per 30 secondi in microonde prima dell'utilizzo.

Bene ora preriscaldiamo il forno a 180° e prendiamo una tortiera da 24 max 26 cm di diametro.
Per stendere la pasta io utilizzo della carta forno sopra e sotto in modo che il mattarello non si appiccichi alla pasta. Uno spessore di 1 cm per la base e di circa 5 mm per la griglia (che in questo caso è stata fatta diversamente dal mini pasticcere che ha semplicemente creato delle strisce di pasta arrotolandola con le mani ). Non è necessario imburrare la teglia, non si attaccherà visto il burro che c'è nell'impasto ma è consigliabile utilizzare una teglia con i bordi staccabili.
Stacchiamo dalla carta forno e adagiamo la base nello stampo, la facciamo

un po' più grande della teglia in modo da rivoltarla e creare i bordi, stendiamo la marmellata in modo omogeneo e per finire creiamo la griglia.
A me piace rustica e chiara ma se volete, per renderla più lucida e colorata, potete spennellare sulla pasta dell'uvo sbattuto.

Infornate per 15-20 minuti, fino a che i bordi cominciano a dorarsi.
Ottima per la merenda...vero piccoletto?






Qui le foto dell'agriturismo "Il Caggio di Sotto" della Sig.ra Vera
Loc. Il Caggio di Sotto, 26 - Lano, 53034 Colle di Val d'Elsa (Siena)
E-mail: info@caggiodisotto.com













lunedì 29 settembre 2014

Rombo con patate, pomodori secchi e aneto per festeggiare l'autunno

Rieccomi dopo una lunghissima pausa meditativa in cui ho fatto veramente la qualunque... oltre a riposarmi e fare una splendida vacanza a Barcellona ho anche incontrato amiche blogger e mi sono dedicata all'altra mia grande passione: il bodypainting.
In quel di Modena, lo scorso week end ho presentato con la mia storica socia e amica Daniela, la nostra opera intitolata "Pierino Porcospino" perché il tema era "Favole, Poesie e Racconti" e questa filastrocca mi ha sempre terrorizzata e ho voluto rappresentarla per esorcizzarla un po' :-); abbiamo avuto un buon successo piazzandoci dodicesime, ma per noi è sempre bello comunque poterci esprimere e far parte di questa famiglia di artisti che si ingrandisce sempre più.



Ritorno oggi qui sul blog più carica che mai per una nuova stagione che ci regalerà  ricette ricche di gusto, tradizione ma anche novità!!
Siamo già in autunno e vi presento una ricetta veloce e perfetta anche per i primi freddi perché le patate rendono questo piatto gustoso ma anche sostanzioso.
La fortuna di avere un banco di pesce fresco con il mercato del sabato sotto casa mi ha permesso di poter acquistare questo splendido rombo di oltre un kg. che il pescivendolo mi ha cortesemente pulito (anche se, come sapete, l'assassina non ha problemi a sporcarsi le mani :-)).


1 rombo intero, eviscerato e ben lavato
3-4 patate a pasta gialla o bianca tagliate a fette  sottili
(ma non trasparenti altrimenti si disfano in cottura)
6 pomodori secchi sottolio, belli grandi, tagliati a tocchetti
aneto (fresco o secco)
olio EVO


Riscaldate il forno a 200° e preparate una teglia capiente foderandola con carta forno.
Pelate le patate e tagliatele a fette sottili, io non uso la mandolina perché le taglia troppo sottili e preferisco farle a mano (per l'occasione ho assoldato il maritino che, essendo un ex-cuoco, in quanto a taglio delle patate non lo batte nessuno).
Le patate vanno lasciate in acqua dentro una bacinella per evitare che anneriscano...quindi scolatele bene e adagiatele nella teglia in modo che tutta la teglia ne sia ricoperta, un po' come fossero le tegole di un tetto. Cospargete con i pomodori secchi a tocchetti e spolverateci sopra l'aneto in abbondanza.
Olio di oliva come se piovesse e un paio di pizzichi di sale. Ora asciugate bene il vostro rombo e adagiatelo con la parte chiara a contatto con le patate, un po' di olio anche sopra il rombo e infornate per 25 minuti.




Veloce e indolore, ma squisitissimo!! I pomodori secchi e l'aneto danno carattere ad un pesce che di suo è molto delicato e quasi insapore, come variante potete anche metterci capperi e olive o aggiungere alle patate dei carciofi tagliati sottili.


lunedì 11 agosto 2014

Rotolo cioccolato, banane e dulce de leche per augurarvi buone vacanze

Nella tranquillità della domenica mattina ho preparato questo buonissimo rotolo con il piccoletto, che favoleggia di aprire una pasticceria quando sarà grande.
Nell'attesa che questo si materializzi e io possa finalmente sfogarmi e aiutarlo a riempire la vetrina di questa fantomatica pasticceria, vi diletto con questo dolce davvero incredibile, perchè tutti i sapori stanno benissimo insieme e ogni forchettata è un volo in paradiso.

Ingredienti per il rotolo:

25 gr zucchero semolato
75 gr zucchero moscovado
3 uova

40 gr farina 00 setacciata
15 gr cacao amaro in polvere setacciato
60 gr farina di mandorle
1/2 cucc.no lievito per dolci

Ingredienti per il ripieno:

200 ml di panna da montare fresca (+ 2 cucc.ni di zucchero a velo+ 1/4 bacca di vaniglia)
50  gr di gocce di cioccolato (io ho messo fondente)
225 gr di dulce de leche (lo trovate nei supermercati più forniti o lo potete fare con il latte condensato)
2 banane tagliate a rondelle e poi ancora a metà

Preriscaldiamo il forno a 180° e prepariamo una teglia bassa e rettangolare di circa 33X23 cm, foderata di carta forno.

Montiamo le uova con gli zuccheri (bianco e moscovado) fino a che non risultano ben montate e sode (ci vuole un po', quasi 10 minuti).
A parte, in una ciotola, mescoliamo tutti gli altri ingredienti e poi, una volta che le uova sono bene sode li incorporiamo nelle stesse con una spatola, mescolando dall'alto al basso.
Versiamo poi l'impasto nella teglia e cuociamo per 12-15 minuti, verificando che il rotolo sia spugnoso, non deve essere secco, se cuoce troppo poi nell'arrotolarlo si rompe...
Togliamolo dal forno, attendiamo solo 5 minuti (non di più) che si raffreddi e poi giriamo il nostro biscottone su un ripiano dove avrete sistemato carta forno cosparsa con dello zucchero semolato. Sullo zucchero dovete sistemare la parte superiore del biscotto, in modo che a voi risulti quella sul fondo della teglia con la sua bella carta forno appiccicata.
Togliete delicatamente la carta forno usata per cuocerlo e subito, aiutandovi con la carta da forno "nuova", arrotolate il vostro biscotto, lasciatelo così a raffreddare completamente.

Prepariamo ora il ripieno:
montiamo la panna con lo zucchero e la vaniglia e mettiamo sul tavolo tutti gli ingredienti (banane, dulce de lece e cioccolato).

Srotoliamo il nostro biscotto e spalmiamo il dulce de leche su tutta la superficie, poi è il turno delle banane che sistemeremo in modo uniforme.
Infine versiamo la panna a cui avremo aggiunto le gocce di cioccolato e spalmiamo il tutto ancora una volta sul biscotto. Arrotoliamo con delicatezza il biscotto e mettiamolo su di un piatto da portata per poterlo sistemare un paio d'ore nel frigo. Buone vacanze!!!

Io lo ho trovato divino :-)


p.s. per il dulce de leche, se non lo trovate, potete prepararlo facendo andare in pentola a pressione una lattina chiusa di latte condensato (da 400 gr circa) per 30 minuti dal fischio, una volta passati i 30 minuti lasciate raffreddare bene prima di aprire la latta.



giovedì 26 giugno 2014

Torta alla Nutella superveloce

Altra furbissima ricetta scoperta nel blog di Stefania Araba felice in cucina, con solo due, avete capito bene, due ingredienti!!!


Praticamente ci mettete più tempo a mangiarla che a prepararla ! ... uno dei rari casi in cucina!!!


Ingredienti:
4 uova grandi
240 gr di Nutella fatta ammorbidire per bene a bagno maria


Dovete seguire attentamente le istruzioni, innanzitutto procuratevi uno stampo tondo con diametro 20 cm e foderatelo per bene con della carta forno.

Pre-riscaldate il forno a 175 °.


Utilizzate una planetaria o uno sbattitore e montate per 10 minuti (non uno di meno) le 4 uova. Dovranno triplicare il loro volume e diventeranno molto chiare. La consistenza delle uova è fondamentale quindi non barate sul tempo!


Quando saranno pronte aggiungete in due volte la Nutella che sarà fluida ma non troppo calda, e amalgamatela mescolando manualmente con una spatola dal basso verso l'alto, fino a che il colore non sarà omogeneo.


Versate il tutto nella teglia e infornate per 25 minuti.


Quando sfornerete il centro della torta potrebbe sembrarvi crudo ma va bene così.
Si abbassa nel centro ma è "fisiologico" :-).
Lasciate raffreddare completamente e lasciate un paio d'ore in frigo.
Prima di servire spolverate con abbondante zucchero a velo.



















venerdì 9 maggio 2014

Crespelle - puntata 3 - In forno!!!

Eccoci arrivati alla terza ed ultima puntata delle crespelle!!! E' stata dura sottrarre di soppiatto la ricetta dal quadernone antidiluviano del maritino ma i miei scagnozzi hanno portato a termine con successo l'impresa!
Ecco quindi la ricetta per fare 20/25 crespelle (se avanza dell'impasto fate pure altre crespelle, le potrete poi congelare sia vuote che ripiene, in un contenitore rigido, e utilizzare in seguito).

500 ml latte
250 gr farina 00 setacciata
4 uova medie
40 gr burro fuso
sale pepe e noce moscata q.b.

per condire:
grana padano grattugiato (o parmigiano)
fiocchetti di burro


Prepariamo, in una ciotola capiente, l'impasto sbattendo con una frusta le 4 uova e aggiungendo la farina setacciata. Ottenuta una crema, sempre aiutandoci con la frusta, mescoliamo mentre versiamo il latte, in modo che non si formino grumi.
Finita questa operazione versiamo il burro fuso, amalgamiamo, saliamo e pepiamo e spolveriamo con noce moscata.

Mettiamo in frigo per una mezz'ora.

Nel frattempo prepariamo il padellino (io ne uso due alla volta per fare prima), del burro con il quale lo ungerete leggermente, e un mestolo.
Passato il tempo di "riposo" possiamo iniziare a versare un mestolo del composto nel padellino unto e ben caldo avendo cura di girare la crespella quando i bordi sono cotti. Le crespelle devono rimanere chiare (io le faccio piccole, come dei pancakes, 10-15 cm di diametro).
Man mano che le prepariamo le mettiamo su un piatto, ben separate, a raffreddare, poi le potremo impilare.

Quando avremo finito l'impasto potremo prendere il nostro ripieno e prepararci per il rush finale!
Sistemiamo in modo da avere una base di appoggio (un tagliere) di fronte a noi, su un lato la ciotola con il ripieno e dall'altro lato la pirofila con già uno strato di besciamella (quella che abbiamo lasciato nella pentola).
Iniziamo mettendo una crespella davanti a noi, sistemiamo un cucchiaio di ripieno nel centro, poi pieghiamo la crespella in due premendo "leggermente" in modo che un po' il ripieno si espanda, poi pieghiamo ancora in due. Sistemiamo la crepella nella  pirofila, sdraiata ma con la punta leggermente verso l'alto, appoggiata al bordo. Di seguito riempiamo, pieghiamo e adagiamo tutte le altre, ben attaccate, non lasciate spazi, belle fitte e ben allineate.
Copriamo con la besciamella rimasta nella pentola, spolveriamo con formaggio grattuggiato e fiocchetti di burro. In forno 180° per una mezzora, poi qualche minuto sotto il grill per gratinare.

Mi penserete....



 


venerdì 2 maggio 2014

Crespelle - puntata 2 - Il Ripieno

In questa puntata si scopre che l'assassino è il maggiordomo....ops... no, volevo dire, vi spiego come fare il ripieno delle crespelle!
Riassunto delle puntate precedenti: abbiamo una pentola con la besciamella per la copertura e una ciotola con la besciamella per il ripieno. Una volta preparati gli ingredienti che vi elenco qui  sotto potremo unirli alla besciamella.
Vi consiglio, quando preparerete il piatto, di avere già gli elementi per il ripieno pronti, in modo da inserirli nella besciamella appena è pronta e ancora calda, così che il formaggio si sciolga bene e tutti i sapori si amalghimino alla perfezione.

Ingredienti ripieno per 20 crespelle

400 gr di porcini o funghi misti (anche surgelati), il peso è relativo ai funghi già puliti e tagliati a cubetti di 2 cm
40-50 gr speck in unica fetta da tagliare a dadini (preferite una parte magra perché lo si mette a crudo)
120 gr fontina o altro formaggio duro saporito di vostra preferenza, tagliato a dadini o con una grattugia larga
olio EVO
1 spicchio di aglio
prezzemolo
 sale e pepe q.b.

Prepariamo i funghi versando un paio di  cucchiai di olio e uno spicchio d'aglio in una padella antiaderente, lasciamo insaporire per bene l'olio, togliamo l'aglio e mettiamo a cuocere i nostri funghi. Lasciamo rosolare fino a che non prendono un bel colore e l'eventuale acqua che rilasciano sia evaporata. Saliamo, li facciamo saltare un paio di volte e spegnamo il fuoco. Distribuiamo una manciata di prezzemolo tritato.
Versiamo il formaggio nella besciamella che sarà ancora calda e mescoliamo bene in modo che si sciolga, aggiungiamo poi lo speck e i funghi, assaggiamo ed  eventualmente spolveriamo con sale e pepe.
Ora il nostro ripieno è pronto. Potete farlo anche il giorno prima e conservarlo in frigo. Più sarà solido e freddo e più sarà facile riempire le crespelle.
Vi do appuntamento su "Assassina di Aragoste Channel" :-) per la terza e ultima puntata!



lunedì 28 aprile 2014

Crespelle - puntata 1 - La Besciamella

Ho deciso, essendo questa ricetta lunghina, di scriverla a puntate.
Non è una ricetta che propongo spesso perchè è laboriosa ma affatto difficile, quindi potete provarla se avete un pranzo importante o durante le feste.
E' una delle ricette che mi ha insegnato il maritino, di quelle di cui ha ancora gli appunti sul quaderno di Cucina dell'Istituto Alberghiero.
La cosa divertente è che le dosi sono per 60 crespelle...visto che la lezione era indirizzata a dei futuri cuochi e non ad una mamma che le prepara per il pranzo della domenica.
Quindi io riparametrerò il tutto per una 20na di crespelle, con il loro ripieno e la loro besciamella.

Oggi iniziamo, appunto, con la besciamella

50 gr di burro buono
50 gr di farina 00
500 ml di latte freddo
sale q.b.
noce moscata

Vi servirà una pentola con il fondo alto per evitare che il burro bruci subito.
Quindi mettiamo a sciogliere nella pentola il burro, avendo cura di non farlo soffriggere ma solo sciogliere.
Versiamo poi la farina tutta in una volta e mescoliamo con una frusta.
Quello che otterremo è un composto che si chiama roux, base di molte salse.
Lasciamo scaldare per bene il roux, avendo cura di girarlo sempre con la frusta, quando ci sembra ben caldo versiamo una parte del latte mescolando velocemente con la frusta, dovete ottenere una crema, man mano aggiungete il latte sempre mescolando con la frusta, in questo modo il risultato sarà una salsa senza grumi.
Salate e grattate la noce moscata, mescolate di tanto in tanto facendo andare a fuoco basso, quando sobbolle lasciate cuocere per qualche minuto fino a che si addensa, verificate con il retro di un cucchiaio di metallo se la consistenza è quella giusta (non deve scivolare) e se ci sono grumi (ma non ci saranno!!!)

Per la preparazione delle nostre crespelle ci servirà metà besciamella per il ripieno e metà per coprire le crespelle.
Lasciate la besciamella per la copertura nella pentola e coprite con un goccio di latte (in modo che non si formi la "pelle").
L'altra metà potete versarla in una ciotola a cui, nella prossima puntata aggiungeremo il ripieno.

Fine della prima puntata, ci vediamo nei prossimi giorni per la preparazione del ripieno.



mercoledì 23 aprile 2014

Pollo arrosto con topinambur e limone per il redone Starbooks di Aprile!


Un piatto particolare da un libro e uno chef che non conoscevo ma che trovo molto interessanti: Jerusalem di Yotam Ottolenghi (e Sami Timimi).
Per il redone di marzo dello Starbooks ho voluto cimentarmi in questa ricetta per nulla complicata ma che rivela sapori lontani dalla nostra tradizione che sono tutti da scoprire.
La ricetta l'ho trovata sul blog di Vissi di cucina che ha testato la ricetta per lo Starbooks, mi ha incurisito molto l'utilizzo dello zafferano con i topinambur e quindi ecco qui la tanto decantata opera:

Per 4 persone (piatto unico)
450 gr topinambur pelati e tagliati a listarelle  (altezza 1,5 cm)
3 cucc. di succo di limone
8 cosce di pollo con la pelle o un pollo medio diviso in 4
12 scalogni banana pelati e tagliati a metà per il lungo
12 spicchi di aglio grandi (io qui ne ho messi la metà...e già ho rischiato almeno la separazione)
1 limone medio tagliato a metà per il lungo e poi in fettine sottili
1 cucc.no di zafferano in pistilli  (io o usato due bustine, non avevo i pistilli)
50 ml di olio di oliva (io ho usato EVO)
150 ml di acqua fredda
1 1/2 cucchiaio di pepe in grani schiacciato grossolanamente
10 gr di foglie di timo fresco
40 gr di foglie di dragoncello fresco tagliate grossolanamente (io ho usato quello secco e circa la metà della dose)
2 cucc.ni di sale
1/2 cucc.no di pepe nero

Vi riporto la ricetta che ho seguito alla lettera (le variazioni le ho già aggiunte di fianco agli ingredienti), se la volete preparare dovete iniziare il giorno prima o almeno la mattina, perchè è prevista una marinatura; vi consiglio di preparare tutti gli ingredienti sul tavolo prima di iniziare.
In una padella mettiamo i topinambur, copriamo con acqua e aggiungiamo metà del succo di limone che avremo già preparato. Lasciamo sobbollire abbassando la fiamma per 10-20 minuti, i topinambur dovranno essere teneri ma non molli, appena pronti li scoliamo e facciamo raffreddare a parte.
Una volta freddi li mettiamo insieme a tutti gli altri ingredienti (a parte il succo di limone rimasto e metà del dragoncello) in un contenitore per farli marinare per tutta la notte o per almeno un paio d'ore.

Finito il tempo di marinatura possiamo metterli in una teglia da forno, forno che avremo pre-riscaldato a 240°-220°. Abbiate cura di sistemare le cosce di pollo in modo che la parte con più pelle stia in alto, non a contatto con la teglia e nella parte centrale della teglia, i topinambur quindi staranno più verso i bordi. Cuocete per 30 minuti e poi coprite con della carta stagnola e continuate a cuocere per 15 minuti. Verificate la cottura e se il pollo è ben cotto aggiungete il dragoncello e il limone, mescolate bene e assaggiate nel caso sia necessario altro sale.

COMMENTO:
Trovo la procedura di preparazione spiegata in modo eccellente, con una dovizia di particolari davvero notevole, non possono venire dubbi perchè è tutto scritto in modo chiaro, anche un principiante non sbaglierebbe una ricetta del genere.

LE MIE AGGIUNTE:
ho cambiato solo una cosa nel procedimento che di sicuro non influisce sul gusto: per marinare io trovo scomoda la classica ciotola e metto tutto in un sacchetto per freezer e chiudo bene, poi metto su un piatto e ogni tanto apro il frigo e giro il sacchetto, trovo sia più pratico e i sapori si assorbano di più (Nigella docet).

GIUDIZIO FINALE
A parte alcuni componenti della mia famiglia che hanno detto che sapeva troppo di limone (vero maritino mio??!!:-)), io che il limone lo adoro e i topinambur ancor di più posso dire che la ricetta è assolutamente ....PROMOSSA e poi Yotam dalle foto sembra pure un bel tipo ...cosa vogliamo di più?



giovedì 3 aprile 2014

Torta "umida" mele e mandorle da due donne che ammiro

Nigella la conoscono tutti e non c'è bisogno di dire nulla su di lei, lei che si lecca le dita ammiccando alla telecamera, lei che apre il frigo di notte per lo spuntino, lei che ne inventa sempre una e non delude mai; l'altra la conosco da poco, si chiama Stefania, nel mondo dei blogger è conosciuta come l'Araba Felice e ha portato una ventata di novità ed ironia nella mia cucina. Bellissimi i suoi post dove racconta la sua vita in Arabia Saudita, alcuni divertenti, altri sconcertanti per l'incredibile differenza culturale con cui si scontra quotidianamente.

Dal suo blog ho "rubato" la ricetta, anche se la maternità della stessa è della Nigellona d'oltremanica.

Perfetta per i celiaci perchè senza farina, perfetta per chi è a dieta perchè senza burro nè olio.

Vi lascio il link, che ho seguito religiosamente

Qui le foto





martedì 1 aprile 2014

Torta di pere rovesciata: simply delicious!

Avevo lì 4 pere Williams che mi guardavano e mi dicevano " se non mi mangi entro 2 giorni noi ci sciogliamo qui, nel tuo portafrutta Ikea, sul tavolo della cucina, davanti a tutti, senza vergogna".
E' così che mi sono messa alla ricerca di una torta di pere che mi ingolosisse al solo sguardo e ancora una volta ho fatto un salto dalla "Tarte Maison" (già il nome...) e ho trovato questa ricetta qui.
Modificata per l'occasione in base a quello che avevo in casa devo dire che il risultato è stato davvero delizioso. Qui la ricetta già con le mie variazioni.

Per una tortiera con cerniera, da 22 cm

4 pere williams mature ma ancora sode
3 uova medie
100 gr di zucchero semolato
100 gr di burro a temperatura ambiente
200 gr di farina 00
1 cucc.no lievito per dolci
1 cucc. di zucchero di canna scuro

Prima pulite per benino 3 pere e le tagliate a fettine spesse mezzo centimetro, le mettete in un pentolino con fondo alto con lo zucchero di canna e un cucc. del burro che avrete già pesato e messo fuori dal frigo, lasciate colorare per bene le pere, non devono caramellare completamente, ma lo zucchero deve essere ben sciolto nel burro e profumarle di buono. Togliete dal fuoco.

La pera che vi è rimasta va pelata e tagliata a cubetti. La aggiungeremo alla fine.

Nella planetaria montate le uova con lo zucchero (frusta filo) e poi aggiungete la farina setacciata e il lievito, mescolate per bene (frusta per impasti morbidi).
Fate sciogliere ora il burro nel microonde per 30-40 secondi, deve essere liquido, lasciate raffreddare qualche minuto e poi  aggiungetelo all'impasto poco alla volta, fino a che non è bene amalgamato con l'impasto.

Ora potete aggiungere la pera a cubetti all'impasto utilizzando una spatola e mescolando delicatamente.
Disponete ben distese le fettine di pera sul fondo della tortiera (conviene ritagliare un disco di carta forno da adagiare sul fondo in modo che le pere non si appiccichino ...) e sopra versate l'impasto.
Infornate a 180° per 40 minuti. Una volta pronta lasciatela raffreddare qualche minuto e poi staccate i bordi e rovesciatela su un piatto, io non ho dovuto livellare il fondo perchè era già piuttosto piatto di suo. Se servisse armatevi di coltello...

Perfetta per il tè delle cinque ...


lunedì 24 marzo 2014

Guancioli di manzo brasati alla cannella

No, non sto scherzando, questo è in assoluto il miglior brasato della mia vita!!! Era da questo inverno, quando avevo visto il piatto nel rinomatissimo ristorante Oste Scuro di Bressanone, che volevo provare i guancioli, e ora sono più che soddisfatta del risultato: morbidi come il burro e con una salsa sublime!
La ricetta è nata da una commistione tra le spezie che uso per il Cottage Pie e una vecchia ricetta che avevo per il brasato che prevede l'utilizzo dell'aceto balsamico.
A proposito, voi sapete qual è la differenza tra brasato e stracotto? per il primo, verdure e carne vanno fatti rosolare separatamente e poi uniti e irrorati con abbondante vino o brodo, il secondo (come anche lo stufato) prevede che le verdure e la carne vengano messe subito nel tegame senza rosolatura, aggiungendo poi del liquido (vino o brodo). Entrambi vanno cotti per molto tempo, da una a tre ore. Ma se per lo stracotto ciò avviene sempre sul fornello, per il brasato è prevista volendo anche una cottura coperta in forno.
Ecco qui la ricetta che mi è valsa un'applauso al pranzo di domenica (e non è poca cosa!)

Per 4 persone

1 kg di guancioli di manzo
100 gr carote
100 gr sedano
100 gr cipolle bianche
500 ml di vino rosso fermo (io ho usato un Dolcetto)
250 ml di brodo caldo
1 bicchiere di aceto balsamico
2 cucc. di miele
2 rametti di rosmarino
2 foglie di alloro
2 cucc. di cannella in polvere
sale e pepe q.b.
farina q.b.
olio EVO



Dotatevi di un tegame abbastanza alto che abbia un coperchio che chiuda bene perchè è importante che la pentola rimanga ben chiusa. Io ho utilizzato una pentola di ghisa della nota marca francese, ma qualsiasi tegame con un buon fondo va bene. Per rosolare la carne invece basta una padella, anche antiaderente.
Iniziamo infarinando i guancioli (che vanno lasciati interi) e poi li mettiamo nella padella in cui avremmo scaldato un paio di cucchiai di olio. Lasciamo rosolare bene tutti i lati. Nel frattempo nel tegame alto rosoliamo in 3 cucc. di olio le verdure che avremo tagliato finemente. Una volta rosolate aggiungiamo la cannella e le erbe aromatiche, lasciamo insaporire e quando è pronta travasiamo la carne nel tegame.
Lasciamo insaporire la carne, saliamo e pepiamo e poi aggiungiamo il vino e metà dell'aceto, alziamo la fiamma e facciamo trascorrere circa 10 minuti in modo che l'alcool evapori.
Ora possiamo aggiungere 1 cucc. di miele, il brodo e chiudere bene il coperchio lasciando cuocere a fuoco lento per almeno due ore, di tanto in tanto aprite e irrorate bene la carne.
Quando sarà pronta togliete la carne dal tegame e mettetela in un piatto fondo coperta da un foglio di alluminio. Versate nel fondo di cottura l'aceto rimasto e aggiungete 1 cucc. di miele. Fate sobbollire vivacemente e quando vi sembra abbastanza densa, spegnete il fuoco e passate la salsa al colino.
Rimettete la salsa nel tegame, tagliate la carne in pezzi o fette non sottili e mettetela nel tegame in modo che la salsa la ricopra, lasciate insaporire qualche minuto e poi servite con polenta morbida o purè di patate.

Perfetto da fare anche il giorno prima, sarà ancora più saporito!


venerdì 14 marzo 2014

Zuppa di cozze, zafferano e curry

Io mi fido molto delle mie potenzialità, diciamo che sono fondamentalmente un'ottimista e a fare le cose che mi piacciono ci provo sempre, anche se non le ho mai fatte prima, anche se mi sembrano strane, perchè ho imparato che, come mi diceva sempre mio padre, conviene sempre assaggiare e poi eventualmente fermarsi lì.
Questa zuppa è un po' la conferma che anche se qualcosa, e non parlo solo di cucina, ci risulta strana, diversa, lontana dalle nostre abitudini, non è detto che provandola non si debba piacevolmente cambiare idea.
Le cozze le ho sempre cucinate all'italiana, facendole aprire in olio e aglio bollenti, aggiugendo un po' di pomodoro, pepe e prezzemolo e questa ricetta ha assolutamente rivoluzionato la mia idea di zuppa di cozze, l'ho trovata sublime e se la pre-adolescente l'ha guardata con disgusto (sì lei è ancora nella fase "non mi piace" a prescindere),  il piccoletto e il maritino se la sono goduta alla grande...chiedendo anche un bis che purtroppo non c'era!!!

Ingredienti per 3 persone
(ricetta presa da Delicious.co.uk qui e rivisitata)

1 kg di cozze fresche
1 cucchiaio di burro
6-8 scalogni banana o normali affettati finemente
2 spicchi di aglio schiacciati
1 cucc.no di zenzero grattugiato
1 peperoncino fresco  pulito e fatto a cubetti (io ho usato un paio di peperoncini secchi)
1 cucc.no di curry
un pizzico di zafferano (io ho usato una bustina di quelle che si trovano in commercio)
100 ml di vino bianco secco
600 ml di brodo vegetale
200 ml panna da cucina
6 cucc. di coriandolo tritato fresco (non ne avevo, non ho messo il prezzemolo perché in questo piatto non c'entra nulla)
fettine di lime

le mie aggiunte:
1 o 2 cipollotti freschi affettati finemente


6 code di gamberi pulite
brandy
1 cucc.no di burro (per i gamberi)



Puliamo bene le cozze sotto l'acqua corrente e togliamo ogni alga o altro vi sia attaccato, lasciamo in ammollo,  cambiando l'acqua un paio di volte per essere certi che non vi sia sabbia o altro che potrebbe finire nella nostra zuppa, lasciamo scolare..
Nella nostra casseruola facciamo sciogliere il burro a fuoco alto, aggiungiamo gli scalogni e l'aglio, lo zenzero, il peperoncino e la polvere di curry, mescoliamo bene per 2/3 minuti. Aggiungiamo  lo zafferano, il vino bianco e il brodo (quindi il vino non lo lasciamo evaporare, che è quello che istintivamente farei) e portiamo a bollore.
Dopo aver lasciato bollire a fiamma alta per 2-3 minuti è il momento di tuffare nel brodetto le nostre cozze (che avremo scolato), copriamo la casseruola in modo che le cozze si aprano, e lasciamo così per 2/3 minuti o fino a che non si siano aperte tutte.
La prima parte della ricetta è terminata; ora con una schiumarola (non conosco altri termini tecnici per definirla) preleviamo le cozze dal brodetto, le mettiamo in una ciotola e iniziamo a toglierle dalle valve (se volete tenete un paio per decorazione del piatto), nel frattempo spegnete pure il fuoco sotto la casseruola.
Quando avremo finito di "liberare" le cozze potremo aggiungere la panna al brodetto e porteremo di nuovo ad ebollizione, abbassando la fiamma e lasciando cuocere per 4-5 minuti a fuoco lento (serve che il brodetto si addensi).
Una volta addensato il brodetto rituffiamo le cozze nella casseruola, aggiungiamo il coriandolo (io il cipollotto) e impiattiamo. Potete servire con fettine di lime e crostini di pane.

Io ho aggiunto alla zuppa, al momento di impiattare,  due code di gamberi a testa rosolate velocemente nel burro e flambate con un goccio di brandy.

Ho accompagnato il piatto con un Gewurtztraminer.





mercoledì 5 marzo 2014

Pancakes favolosi

Ho scoperto da poco questa ricetta di Jamie Oliver per fare dei pancakes eccezionali, alti, soffici e buonissimi. Aggiungete della frutta: mirtilli, fragole e anche banane all'impasto...non smetterete più di mangiarne!



Ingredienti per 8-10 pancakes


1 cup farina 00 (sono 150 gr, io uso proprio una tazza senza pesare e va bene così)
1½  cucc.no di lievito per dolci
2 cucc. di zucchero semolato (questi nella ricetta originale non ci sono)
¼ cucc.no di sale
1 cup di latte scremato (sono 240 ml, io uso quello intero e sempre la stessa tazza di prima)
1 uovo intero e sbattuto
1 cucchiaio + 1 cucchiaio di burro sciolto (praticamente prendete due cucchiai di burro e li sciogliete 20 secondi nel microonde, ne usate 1 cucc. nell'impasto e il resto io lo utilizzo spennellando la padella con un pennello da cucina prima di fare ogni pancake)


Procedimento


Siccome non c'è riposo per l'impasto potete preparare il tutto poco prima di fare colazione.
Mischiate la farina, lo zucchero, il lievito e il sale insieme in una ciotola, aggiungete poi il latte, l'uovo e il burro (1 cucc.mo). Mescolate bene ma non troppo a lungo, anche se vedete dei grumi: se lavorate troppo l'impasto non si gonfierà.


Ungete una padellina antiaderente e, a fuoco moderato, inizate a versare diciamo mezzo mestolo di composto, attendete che i bordi incomincino a cuocere e solo allora girate il pancake per cuocere l'altro lato, mettete su un piatto...e così via fino a che finite il composto.


Potete servire con sciroppo d'acero, frutta fresca, marmellata o... Nutella (la preferita del piccoletto!!)


venerdì 28 febbraio 2014

Ho vinto il redone dello Starbooks di febbraio!!!



Giubilo e gioia oggi perchè hanno appena pubblicato i nomi dei vincitori e l'Assassina è arrivata prima!!!

Qui il link, non aggiungo altri, vado a farmi uno Spritz!

La ricetta con cui ho vinto è questa qui



Patate arrosto al miele, della Tarte Maison

Il dolce con il salato mi affascina sempre, perché una volta non ci credevo che fosse buono e storcevo il naso...ora nella mia cucina è tutto un mettere miele, zucchero di canna, patate dolci...insomma: i gusti cambiano, basta provare!!
Ed ecco qui queste patate deliziose e profumate prese dall'ispirante blog di Marina La Tarte Maison, un paio di passaggi a metà cottura e vi godrete in poco più di mezz'ora delle superbe patate, ottime per accompagnare un arrosto ma io me le mangerei anche così.


Per 3/4 persone


5 patate a pasta gialla (io uso la patata di Bologna)
Timo fresco, 8 rametti (io uso quello secco)
2 spicchi d'aglio
1 cucc.no di miele
1 cucc.no di bacche rosa (o pepe rosa che dir si voglia)
1 limone
Olio Evo q.b.


Una volta mondate le patate le tagliamo a spicchi di ugual grandezza (6-8 da ciascuna patata), le condiamo in una ciotola con olio (un paio di cucchiai) e il timo (circa 3/4 di quello a disposizione) e poi le mettiamo in una teglia rivestita di carta forno (che sennò poi il miele ve la impiastriccia tutta e brucia) e mettiamo in forno per 20-25 minuti a 200°.


Togliamo dal forno, trasferiamo in un piatto freddo e lasciamo raffreddare,  aggiungiamo alle patate una emulsione di circa 3 cucc. di olio, l'aglio tritato (io lo metto in camicia) e il miele, mescoliamo e rimettiamo nella teglia di prima e inforniamo per altri 20 minuti.


Prima di servire spolverizzate con le bacche rosa, il timo restante e un po' di scorza di limone.
Io le ho trovate superbe!








mercoledì 26 febbraio 2014

Cibo per angeli....diabetici!!!

Non posso nascondere la delusione per la Angel Food Cake che mi sono finalmente decisa a fare e nella quale nutrivo grandi aspettative. Il fatto è che è decisamente troppo dolce, sembra un enorme marshmallow, quindi, come direbbe il maritino in questi casi "buona, ma non farla più".
La ricetta che ho seguito religiosamente è quella di Montersino, ma dovete prendere nota di quella del video, perchè quella trascritta sul sito è diversa nel procedimento (quindi ok gli ingredienti ma cambia l'ordine di inserimento). Guardatevi Montersino al lavoro che è sempre piacevole e seguitelo pari pari.
Per documentare la mia glicemica creazione pubblico la foto, ma solo per fini scientifici.

Ecco il link alla ricetta

http://www.alice.tv/ricette/angel-cake-ricetta/


mercoledì 12 febbraio 2014

Sponge cake alle fragole e panna - redone per lo Starbooks!!!

Io di dolci non è che ne faccia tanti, lo vedete anche dal mio blog che la maggior parte delle ricette sono salate, quindi decidere di comprare questo libro, leggerlo, scegliere la ricetta, è stata una vera sfida. I dolci mi piacciono ma non mi entusiasmano come un filetto in crosta, ho fatto anche un corso di pasticceria e ancora si parla in casa dei miei cannoncini alla crema ma rimane il fatto che io non ne sia patita. Questo breve preambolo per introdurre questa sponge cake, farcita di panna e fragole con la quale partecipo al redone per lo Starbooks.
Cos'è lo Starbooks mi chiederete voi? E' una trovata meravigliosa vi rispondo io!!! ovvero un gruppo di blogger-cooking-addicted sceglie un libro di cucina al mese e ne sperimenta le ricette per poi darne un giudizio sincero e spassionato. Io ho scelto questo libro che è già stato testato dalle ragazze dello Starbooks: " Delia's cakes",  con la speranza che il mio post possa venire scelto tra le centinaia di migliaia di altri e poter far parte così del team dello Starbooks il mese prossimo.


Ma veniamo a noi e al libro. Bello, elegante nella sua copertina celeste, nella prima parte si parla di strumenti e ingredienti e nella seconda ci sono tutte le ricette per preparare torte, biscotti, muffin, insomma tutto ciò che potreste immaginare di trovare in questo libro c'è. Dopo averlo studiato l'ho messo in bella vista sulla mensola della cucina, di fianco a Jamie Oliver e Julia Child, insomma in buonissima compagnia.
Ho scelto, dopo aver letto attentamente la maggior parte delle ricette, la Sponge Cake con fragole e panna. Di sponge cake ne ho mangiate a iosa merito della mia amica scozzese che per prima me le ha fatte scoprire, quindi ho pensato di sperimentare questo dolce proprio perché ho un'idea di come dovrebbe essere.


Vi servirà una teglia tonda da 20 cm, alta almeno 4 cm, di quelle che si staccano i bordi in modo da sfilare facilmente la torta, carta forno con cui ricaveremo un cerchio per il fondo della teglia che avremo anche precedentemente imburrato, una griglia per fare raffreddare la torta, uno sbattitore (io ho usato la kitchen-aid, frusta filo). Essendo sprovvista della teglia da 20, ne ho usata una da 24 cm e ho riparamentrato tutti pesi degli ingredienti.


Questa la ricetta per 8 persone (teglia da 20cm)

115 gr di farina autolievitante
1/2 cucc.no di lievito per dolci
2 uova grandi
115 gr di burro morbido
115 gr di zucchero di canna
1/2 cucc.no di estratto di vaniglia (no essenza mi raccomando!!) - io ho usato 1/4 di bacca

per la farcia

350 gr di fragole lavate e a cui avrete tolto il picciolo (tenetene un paio belle grosse e regolari per la decorazione)
200 ml panna fresca da montare
2 cucc.ni di zucchero semolato
zucchero a velo per la spolverata finale

Preriscaldate il forno a 170°.

Iniziamo con il setacciare la farina insieme al lievito, Delia suggerisce di farlo "dall'alto" in modo da arieggiare ulteriormente la farina, terminata questa operazione, che aiuterà a dare sofficità alla torta, possiamo aggiungere tutti gli altri ingredienti e azionare la frusta per circa un minuto, ottenendo una crema soffice e liscia che scivoli facilmente dal cucchiaio senza rimanerci incollata troppo.

Mettiamo poi il composto nella teglia livellandolo con il dorso del cucchiaio e la inforniamo nel centro del forno per 30-35 minuti o fino a che il centro della torta non è "springy" ovvero che spingedo leggermente con il dito lo sentite come una spugna, elastico e morbido.
Togliamo la teglia dal forno e attendiamo 5 minuti prima di staccare con un coltello liscio i bordi dalla teglia e girare la torta capovolta su una griglia. Togliamo quindi il cerchio di carta forno che sarà rimasto attaccato al fondo e ribaltiamo la torta nuovamente.
Lasciamo raffreddare. Io qui ho seguito religiosamente tutto il procedimento ma il centro della mia torta ha avuto un mancamento, ovvero si è gonfiato ma poi è caduto inesorabilmente verso il basso, quindi non aveva la forma a cupolina che dovrebbe avere ma fortunatamente è rimasto intatto.

Si passa ora alla preparazione della farcia. Passiamo al frullatore o minipimmer 200 gr delle fragole che abbiamo pulito, fino ad ottenere una purea, montiamo la panna con lo zucchero e ci prepariamo al taglio: che paura!!!
Eh sì perchè il taglio sbagliato può compromettere tutto il lavoro che si è fatto, tenete poi conto che il mio centro era basso e che il timore che si sbriciolasse non era infondato.
Con un coltello per il pane tagliamo orizzontalmente in due metà uguali la torta, poi procediamo a tagliarla verticalmente a metà, poi tagliamo a metà le due parti che abbiamo ottenuto e ancora a metà le quattro parti, ottenendo 8 fette. Prendete il vostro piatto di portata, togliete le "fette superiori" senza romperle (e qui c'era il piccoletto che mi asciugava la fronte come in E.R. perchè la tensione era palpabile) e sistemate sul piatto le "fette inferiori" ricreando il cerchio. Ora è il momento di farcire con metà della panna che abbiamo montato la base della torta, poi sistemiamo con un cucchiaio la purea di fragole e guarniamo ulteriormente con i pezzi delle fragole che non avete frullato (quelle pulite, non le due tenute da parte). Finiamo di farcire con la restante panna, sistemiamo le "fette superiori" e spolveriamo con abbondante zucchero a velo.
Tagliamo le due fragole tenute da parte in 4 parti ciascuna e le sistemiamo sopra le fette. Ora è finita, io posso riprendere a respirare e a parlare (mi ammutolisco sempre nei momenti di tensione, ed essendo una che parla diffusamente, in casa c'è una strana atmosfera, sembra di essere in chiesa insomma... ovviamente è vietato anche rivolgermi la parola in questi momenti, pena il lancio del primo aggeggio che mi trovo tra le mani... chiedete al maritino:  una volta uno spremiagrumi gli ha sfiorato lo zigomo).

Momento foto sul terrazzino, cercando di fare la foto dell'anno che neanche Avedon...

Eccola, in tutta la sua fragolinità!





Considerazioni: di fragole ne servono secondo me più di 350 gr, direi almeno 450, tenendo conto che sono sia per la decorazione che da tagliare e sistemare all'interno della farcia (quindi terrei da parte 2 fragole grandi intere per la decorazione , 200 grammi per la purea come suggerisce Delia e il resto, che quindi è di circa 200gr, da fare a pezzi). Io, infatti, ne avevo di più e le ho utilizzate a pezzi nella torta (ne ho usati circa 550 gr) . La quantità di panna è corretta, tempi e passaggi sono dettagliati e perfetti.
Non posso sbilanciarmi sulla sofficità perché, anche se ho ricalcolato tutti gli ingredienti per la teglia da 24cm, non posso dire senza ombra di dubbio che non sarebbe venuta "springy" come dice Delia se avessi avuto la teglia da 20, quindi su questo elemento non mi pronuncio. La mia non era così spugnosa (ma era comunque morbida e piacevole) e soprattutto non così alta al centro. Lo zucchero di canna dà quel saporino e quella consistenza particolare alla crosticina che a me piace, e ho capito perché la furbissima Delia fa pre-affettare la torta: perché si distruggerebbe se si provasse ad affettarla dopo avere inserito la farcia e messo lo strato superiore! Colpa della farcitura che è molto morbida e delle fragole in pezzi che non danno stabilità... ma essendo pre-affettata non ci sono stati feriti sul campo e nessuna goccia rossa è andata a macchiare la tovaglia immacolata (per quello ci ha pensato il piccoletto).


Giudizio finale : promossa!... con eleganza



lunedì 3 febbraio 2014

Curry Curry guagliò!

Uno dei piatti che più spesso vengono citati quando si parla di cucina indiana è il celeberrimo pollo al curry, ma poco si sa di questa ricetta che in realtà è stata adattata ai gusti occidentali dai britannici prima di arrivare qui da noi in Italia.
In India la parola curry indica sia una pianta le cui foglie vengono utilizzate in cucina e in alcuni piatti indiani, sia un tipo di stufato o zuppa, i cui ingredienti possono variare.
Invece, da noi, indica un mix di spezie che facilmente troviamo nei supermercati (in India viene detta "Masala") e che non è ricavato esclusivamente da queste foglie, anzi gli ingredienti principali sono altri (curcuma, pepe, cumino, coriandolo, cannella, ...). Sembra che a generare questo problema di "traduzione" siano stati i soldati britannici che riportavano in patria i mix di spezie per preparare lo stufato e lo chiamavano appunto curry, dando così un nuovo nome al mix sopracitato.
Si trovano anche delle varianti come il Garam Masala con cui si prepara il pollo Tikka Masala che, guarda caso,  trovate qui.
Quindi il curry in India non è altro che un modo per indicare un modo di cucinare piuttosto che un piatto vero e proprio e non viene preparato sempre con la stessa mistura di spezie, mentre per noi occidentali indica una ricetta ben specifica e, come me,  scommetto che ognuno di voi ha una confezione di curry in dispensa.
Terminata la parentesi "rieducational" ecco la mia ricettina per il pollo al curry, molto molto occidentale,  che potrete accompagnare con del riso basmati, perfetto per questi piatti così ricchi e saporiti.

Per 4 persone

1 kg di petto di pollo
1 mela (io uso golden o royal gala)
1 cipolla grande
3 cucc. olio Evo
30 gr burro
150 ml di creme fraiche (panna acida) o yogurt
2 cucc.ni curry
1 cucc.no semi di cumino
1 cucc.no zenzero in polvere
1 cucc.no coriandolo in polvere
1 cucc.no concentrato di pomodoro
coriandolo fresco da spolverare sopra alla fine (se in questa stagione non lo trovate metteteci il prezzemolo, lo so che per i puristi è un sacrilegio, ma io scommetto non se ne accorgerà nessuno...)

Iniziamo col far soffriggere le spezie nell'olio Evo con il burro in una padella capiente. Il trucco per fare in modo che sprigionino tutto il loro aroma è proprio questo, vanno sempre prima passate nel condimento caldo. Bastano 1-2 minuti e poi possiamo iniziare a fare rosolare il pollo tagliato a cubetti, una volta che è ben rosolato aggiungiamo le cipolle tagliate a julienne e la mela a tocchetti di 2/3 cm. Lasciamo insaporire, saliamo e aggiungiamo il concentrato di pomodoro e un bicchiere di acqua calda, mescoliamo e copriamo lasciando cuocere lentamente per circa 20-25 minuti. Controllate di tanto in tanto che l'acqua non si consumi tutta, dovete ottenere un bel sughetto alla fine quindi eventualmente bagnate ancora.
Finita la cottura, togliete dal fuoco, aggiungete la creme fraiche, mescolate e spolverizzate con il  coriandolo. Servite con riso basmati.

Nella foto il piccoletto che mangerebbe il riso condito con il solo sughetto del pollo al curry come se non ci fosse un domani.