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lunedì 13 dicembre 2021

Le quagliette della nonna

Chi non muore si rivede e dopo oltre 4 anni di assenza dalle pagine del blog, riappaio, non senza rimorsi, ma tant'è.

Riprendiamo con una ricettina veloce e non proprio moderna. Non è uno di quei piatti che vengono proposti sulle riviste ne tanto meno campioni di "like" su Instagram, ma io ho un tenero ricordo della mia nonna Jolanda, che oggi avrebbe 99 anni, che spesso le cucinava durante le feste, e apparecchiava la sua tavola di radica con la tovaglia, quella bella, ricamata.

Ci servono questi ingredienti per 4 persone:

8 quaglie  

300 gr salsiccia o qualsiasi ripieno vi piaccia

8 fette di pancetta tesa dolce

rosmarino

olio evo

sale e pepe q.b.


Verificate che le quaglie siano ben spennate ed eventualmente passate la parte delle ali e delle zampette sulla fiamma (se avete l'induzione mi rendo conto potrebbe essere un problema).

Salatele e riempitele con la salsiccia,  bardatele con una "copertina" di pancetta.

Nel caso preferiate utilizzare un altro tipo di ripieno, se molto morbido, potrebbe "scappare" durante la cotttura, quindi meglio legare le zampette come se la quaglia avesse le gambe incrociate.

Stendetele in modo alternato nella teglia in cui avrete già messo una paio di cucchiai di olio.

Spennelatele di olio e sistemate un po' di rosmarino tra una quaglia e l'altra.

Forno a 200 gradi ventilato per un'oretta (poi vedete con il vostro forno, io ho un forno a gas).

Ottime accompagnate con un buon purè.

 


 

 


lunedì 29 settembre 2014

Rombo con patate, pomodori secchi e aneto per festeggiare l'autunno

Rieccomi dopo una lunghissima pausa meditativa in cui ho fatto veramente la qualunque... oltre a riposarmi e fare una splendida vacanza a Barcellona ho anche incontrato amiche blogger e mi sono dedicata all'altra mia grande passione: il bodypainting.
In quel di Modena, lo scorso week end ho presentato con la mia storica socia e amica Daniela, la nostra opera intitolata "Pierino Porcospino" perché il tema era "Favole, Poesie e Racconti" e questa filastrocca mi ha sempre terrorizzata e ho voluto rappresentarla per esorcizzarla un po' :-); abbiamo avuto un buon successo piazzandoci dodicesime, ma per noi è sempre bello comunque poterci esprimere e far parte di questa famiglia di artisti che si ingrandisce sempre più.



Ritorno oggi qui sul blog più carica che mai per una nuova stagione che ci regalerà  ricette ricche di gusto, tradizione ma anche novità!!
Siamo già in autunno e vi presento una ricetta veloce e perfetta anche per i primi freddi perché le patate rendono questo piatto gustoso ma anche sostanzioso.
La fortuna di avere un banco di pesce fresco con il mercato del sabato sotto casa mi ha permesso di poter acquistare questo splendido rombo di oltre un kg. che il pescivendolo mi ha cortesemente pulito (anche se, come sapete, l'assassina non ha problemi a sporcarsi le mani :-)).


1 rombo intero, eviscerato e ben lavato
3-4 patate a pasta gialla o bianca tagliate a fette  sottili
(ma non trasparenti altrimenti si disfano in cottura)
6 pomodori secchi sottolio, belli grandi, tagliati a tocchetti
aneto (fresco o secco)
olio EVO


Riscaldate il forno a 200° e preparate una teglia capiente foderandola con carta forno.
Pelate le patate e tagliatele a fette sottili, io non uso la mandolina perché le taglia troppo sottili e preferisco farle a mano (per l'occasione ho assoldato il maritino che, essendo un ex-cuoco, in quanto a taglio delle patate non lo batte nessuno).
Le patate vanno lasciate in acqua dentro una bacinella per evitare che anneriscano...quindi scolatele bene e adagiatele nella teglia in modo che tutta la teglia ne sia ricoperta, un po' come fossero le tegole di un tetto. Cospargete con i pomodori secchi a tocchetti e spolverateci sopra l'aneto in abbondanza.
Olio di oliva come se piovesse e un paio di pizzichi di sale. Ora asciugate bene il vostro rombo e adagiatelo con la parte chiara a contatto con le patate, un po' di olio anche sopra il rombo e infornate per 25 minuti.




Veloce e indolore, ma squisitissimo!! I pomodori secchi e l'aneto danno carattere ad un pesce che di suo è molto delicato e quasi insapore, come variante potete anche metterci capperi e olive o aggiungere alle patate dei carciofi tagliati sottili.


mercoledì 23 aprile 2014

Pollo arrosto con topinambur e limone per il redone Starbooks di Aprile!


Un piatto particolare da un libro e uno chef che non conoscevo ma che trovo molto interessanti: Jerusalem di Yotam Ottolenghi (e Sami Timimi).
Per il redone di marzo dello Starbooks ho voluto cimentarmi in questa ricetta per nulla complicata ma che rivela sapori lontani dalla nostra tradizione che sono tutti da scoprire.
La ricetta l'ho trovata sul blog di Vissi di cucina che ha testato la ricetta per lo Starbooks, mi ha incurisito molto l'utilizzo dello zafferano con i topinambur e quindi ecco qui la tanto decantata opera:

Per 4 persone (piatto unico)
450 gr topinambur pelati e tagliati a listarelle  (altezza 1,5 cm)
3 cucc. di succo di limone
8 cosce di pollo con la pelle o un pollo medio diviso in 4
12 scalogni banana pelati e tagliati a metà per il lungo
12 spicchi di aglio grandi (io qui ne ho messi la metà...e già ho rischiato almeno la separazione)
1 limone medio tagliato a metà per il lungo e poi in fettine sottili
1 cucc.no di zafferano in pistilli  (io o usato due bustine, non avevo i pistilli)
50 ml di olio di oliva (io ho usato EVO)
150 ml di acqua fredda
1 1/2 cucchiaio di pepe in grani schiacciato grossolanamente
10 gr di foglie di timo fresco
40 gr di foglie di dragoncello fresco tagliate grossolanamente (io ho usato quello secco e circa la metà della dose)
2 cucc.ni di sale
1/2 cucc.no di pepe nero

Vi riporto la ricetta che ho seguito alla lettera (le variazioni le ho già aggiunte di fianco agli ingredienti), se la volete preparare dovete iniziare il giorno prima o almeno la mattina, perchè è prevista una marinatura; vi consiglio di preparare tutti gli ingredienti sul tavolo prima di iniziare.
In una padella mettiamo i topinambur, copriamo con acqua e aggiungiamo metà del succo di limone che avremo già preparato. Lasciamo sobbollire abbassando la fiamma per 10-20 minuti, i topinambur dovranno essere teneri ma non molli, appena pronti li scoliamo e facciamo raffreddare a parte.
Una volta freddi li mettiamo insieme a tutti gli altri ingredienti (a parte il succo di limone rimasto e metà del dragoncello) in un contenitore per farli marinare per tutta la notte o per almeno un paio d'ore.

Finito il tempo di marinatura possiamo metterli in una teglia da forno, forno che avremo pre-riscaldato a 240°-220°. Abbiate cura di sistemare le cosce di pollo in modo che la parte con più pelle stia in alto, non a contatto con la teglia e nella parte centrale della teglia, i topinambur quindi staranno più verso i bordi. Cuocete per 30 minuti e poi coprite con della carta stagnola e continuate a cuocere per 15 minuti. Verificate la cottura e se il pollo è ben cotto aggiungete il dragoncello e il limone, mescolate bene e assaggiate nel caso sia necessario altro sale.

COMMENTO:
Trovo la procedura di preparazione spiegata in modo eccellente, con una dovizia di particolari davvero notevole, non possono venire dubbi perchè è tutto scritto in modo chiaro, anche un principiante non sbaglierebbe una ricetta del genere.

LE MIE AGGIUNTE:
ho cambiato solo una cosa nel procedimento che di sicuro non influisce sul gusto: per marinare io trovo scomoda la classica ciotola e metto tutto in un sacchetto per freezer e chiudo bene, poi metto su un piatto e ogni tanto apro il frigo e giro il sacchetto, trovo sia più pratico e i sapori si assorbano di più (Nigella docet).

GIUDIZIO FINALE
A parte alcuni componenti della mia famiglia che hanno detto che sapeva troppo di limone (vero maritino mio??!!:-)), io che il limone lo adoro e i topinambur ancor di più posso dire che la ricetta è assolutamente ....PROMOSSA e poi Yotam dalle foto sembra pure un bel tipo ...cosa vogliamo di più?



lunedì 24 marzo 2014

Guancioli di manzo brasati alla cannella

No, non sto scherzando, questo è in assoluto il miglior brasato della mia vita!!! Era da questo inverno, quando avevo visto il piatto nel rinomatissimo ristorante Oste Scuro di Bressanone, che volevo provare i guancioli, e ora sono più che soddisfatta del risultato: morbidi come il burro e con una salsa sublime!
La ricetta è nata da una commistione tra le spezie che uso per il Cottage Pie e una vecchia ricetta che avevo per il brasato che prevede l'utilizzo dell'aceto balsamico.
A proposito, voi sapete qual è la differenza tra brasato e stracotto? per il primo, verdure e carne vanno fatti rosolare separatamente e poi uniti e irrorati con abbondante vino o brodo, il secondo (come anche lo stufato) prevede che le verdure e la carne vengano messe subito nel tegame senza rosolatura, aggiungendo poi del liquido (vino o brodo). Entrambi vanno cotti per molto tempo, da una a tre ore. Ma se per lo stracotto ciò avviene sempre sul fornello, per il brasato è prevista volendo anche una cottura coperta in forno.
Ecco qui la ricetta che mi è valsa un'applauso al pranzo di domenica (e non è poca cosa!)

Per 4 persone

1 kg di guancioli di manzo
100 gr carote
100 gr sedano
100 gr cipolle bianche
500 ml di vino rosso fermo (io ho usato un Dolcetto)
250 ml di brodo caldo
1 bicchiere di aceto balsamico
2 cucc. di miele
2 rametti di rosmarino
2 foglie di alloro
2 cucc. di cannella in polvere
sale e pepe q.b.
farina q.b.
olio EVO



Dotatevi di un tegame abbastanza alto che abbia un coperchio che chiuda bene perchè è importante che la pentola rimanga ben chiusa. Io ho utilizzato una pentola di ghisa della nota marca francese, ma qualsiasi tegame con un buon fondo va bene. Per rosolare la carne invece basta una padella, anche antiaderente.
Iniziamo infarinando i guancioli (che vanno lasciati interi) e poi li mettiamo nella padella in cui avremmo scaldato un paio di cucchiai di olio. Lasciamo rosolare bene tutti i lati. Nel frattempo nel tegame alto rosoliamo in 3 cucc. di olio le verdure che avremo tagliato finemente. Una volta rosolate aggiungiamo la cannella e le erbe aromatiche, lasciamo insaporire e quando è pronta travasiamo la carne nel tegame.
Lasciamo insaporire la carne, saliamo e pepiamo e poi aggiungiamo il vino e metà dell'aceto, alziamo la fiamma e facciamo trascorrere circa 10 minuti in modo che l'alcool evapori.
Ora possiamo aggiungere 1 cucc. di miele, il brodo e chiudere bene il coperchio lasciando cuocere a fuoco lento per almeno due ore, di tanto in tanto aprite e irrorate bene la carne.
Quando sarà pronta togliete la carne dal tegame e mettetela in un piatto fondo coperta da un foglio di alluminio. Versate nel fondo di cottura l'aceto rimasto e aggiungete 1 cucc. di miele. Fate sobbollire vivacemente e quando vi sembra abbastanza densa, spegnete il fuoco e passate la salsa al colino.
Rimettete la salsa nel tegame, tagliate la carne in pezzi o fette non sottili e mettetela nel tegame in modo che la salsa la ricopra, lasciate insaporire qualche minuto e poi servite con polenta morbida o purè di patate.

Perfetto da fare anche il giorno prima, sarà ancora più saporito!


mercoledì 4 settembre 2013

Maiale tonnato...scampoli di un'estate quasi finita

E mentre le giornate si accorciano ma ancora il sole ci bacia facendoci sospirare le vacanze appena finite, vi propongo un classico della cucina italiana, piemontese per la precisione, che io rivisito in chiave cheap and chic!
Il mio non è un nobile vitello ma uno schietto filetto di maiale, che cucinato come vi suggerisco rimarrà morbido e consistente, tanto da essere preferito dalla prole alla ricetta tradizionale.
Potete servirlo come piatto principale accompagnato da una fresca insalata di stagione o come antipasto, magari insieme  a dei crostini di pane che poi serviranno per fare la scarpetta, perché io non mi fido di chi non fa la scarpetta con un piatto così!!!

Ingredienti per 4-6 persone

1 kg di filetto di maiale
1 cipolla bianca
2 carote
rosmarino
1 bicchiere di vino bianco
brodo vegetale
3 cucchiai di olio EVO

per la salsa
240 gr di tonno
350 gr di maionese
2 acciughe sotto'olio
10 capperi sotto sale  (tenetene 4 per la guarnizione)

Si procede innanzitutto con la cottura della carne, preparo in una casseruola il fondo di cottura con l'olio, adagio la mia carne e aggiungo le carote e la cipolla tagliate grossolanamente e il rosmarino, lascio colorare un po' la carne, la giro in modo che si colori bene su tutti i lati e poi aggiungo il vino bianco. Lascio sfumare per bene e poi copro con il brodo in modo che la carne sia totalmente coperta.
Copro con un coperchio ma lasciando leggermente uscire il vapore, lascio cucinare per 30 - 40 minuti a fuoco lento, e controllo di tanto in tanto, eventualmente aggiungo un po' di brodo se si asciuga troppo velocemente.
Terminata la cottura tolgo la carne dalla casseruola e la lascio raffreddare.
Per la salsa recupero le carote e la cipolla e parte dei sughi di cottura, li frullo con il tonno, le acciughe, i capperi che avrò lavato dal sale e la maionese per ultima in modo che il composto abbia il tempo di raffreddarsi e non la rovini.
Ora che il filetto di maiale è freddo posso procedere al taglio che deve essere il più possibile sottile, poi dispongo le fette su un piatto da portata e copro completamente con la salsa, guarnisco con alcuni capperi.

Perfetto anche preparato in anticipo ma la salsa mettetela al massimo 1-2 ore prima di servire e poi conservatelo in frigo, perché diversamente si ossida e ha un aspetto un po' triste :-)



lunedì 20 maggio 2013

Voglia di estate: Astice alla Catalana

Quando il caldo arriverà, perchè arriverà prima o poi, non facciamoci trovare impreparati! Questo piatto che, chi se non io (l'Assassina...), vi propongo oggi è un piatto estivo, gustosissimo e prelibato, di quei piatti che vorresti non finissero mai,

Ahimè  l'Astice, seppur meno caro dell'Aragosta, al Kg costa pur sempre i suoi bei 30 euro (contate un astice a testa) quindi questa non è di certo una ricetta da farsi proprio tutti i giorni a meno che non siate parenti di Paperon de Paperoni.

Lo trovo perfetto per una sera d'estate, se avete invitato amici a cena, magari sul terrazzo, potete servirlo sia come antipasto, con un vino fresco, bianco e fruttato (e qui ne basterà anche mezzo a testa), oppure come piatto principale, che è come ve lo presento io oggi.
Le foto, quelle del piatto e mie, sono la gentile opera di un mio amico fotografo, Riccardo Fontana. Quelle degli stadi della preparazione sono fatte da me (e si vede :-( ).




Per 4 persone
4 Astici vivi con le chele legate (se avete problemi di coscenza prendeteli surgelati, sappiate che qualcuno prima di voi li ha ammazzati, o anzi li ha surgelati vivi, così, giusto per informarvi)
6 pomodori ramati, maturi ma sodi
2 cipolle di tropea
1 limone
aceto bianco 2 cucc.
olio EVO
sale e pepe

Fate bollire abbondante acqua in un pentolone, quando bolle abbassate la fiamma e tuffateci gli astici (se sono molto grandi o la vostra pentola non li contiene tutti, fate l'operazione più volte).

Una volta nella pentola coprite con il coperchio per 10 secondi, poi scoprite e lasciate lessare per 10 minuti.
Passati i 10 minuti toglieteli dalla pentola, lasciateli raffreddare e iniziate a preparare le verdure.

Tagliate le cipolle a rondelle e i pomodori a spicchi. Fate un bagnetto alle cipolle in acqua tiepida e aceto per una decina di minuti in modo che, visto che vanno servite crude, siano un po' più digeribili.
Ora mettete a pancia in su gli astici e con un trinciapollo tagliate partendo dalla coda cercando di non romperla (ci serve intera per fare le rondelle).
Cercate di rompere le chele e recuperate polpa anche da lì.

Una volta aperto in due mettete la polpa delle chele e le code intere da una parte e prelevate quella sostanza verdastra (il fegato) che profuma di mare in modo sublime e fatene una salsina con il limone, l'olio, il sale e il pepe. Amalgamate bene e lasciate riposare.
Condite a parte i pomodori in una ciotola con olio e sale, disponeteli intorno a piatto, sopra metteteci le rondelle di cipolla.
Tagliate a rondelle spesse almeno un paio di centimetri le code, condite polpa e code con il condimento che avete preparato e versate il tutto al centro del piatto. Fate così per ognuno dei quattro piatti.
Penso che potrei mangiarne all'infinito...



mercoledì 3 aprile 2013

Filetto in crosta mediterranea

Veloce e gustosissimo, per questo filetto ho preso ispirazione da un piatto assaggiato in un ristorante altoatesino dove fanno una sella di agnello in crosta fenomenale! Non avendo la ricetta ho cercato di ricreare la croccantezza e i profumi di quel piatto. Avevo a disposizione un meraviglioso filetto di cervo di circa 700 gr, ma la "crosta" va benissimo anche per il manzo, per l'agnello, volendo anche per il maiale, che però rimane più asciutto e quindi magari va accompagnato nella teglia con delle cipolle rosse tagliate in quattro e una maggiore quantità di olio.

Il filetto va prima rosolato a fuoco vivace e quindi "sigillato" in modo che i succhi rimangano al suo interno e poi passato in forno per una ventina di minuti.

Ecco gli ingredienti per la crosta

Pinoli
Rosmarino fresco
Aglio (va bene anche in polvere), se fresco togliete la madre
Cipolla essiccata
Timo anche essiccato
Sale e pepe qb

Riscaldate il forno a 200°C.
Disponete i vostri ingredienti su di un tagliere (per la carne non uso mai quelli di legno perchè sono meno igienici di quelli "bianchi"), tagliuzzateli grossolanamente, dovrete creare come un tappeto con tutti questi ingredienti della grandezza del vostro filetto in modo che poi lo si possa "sdraiare" sopra e ogni parte venga coperta dalla crosta.
Una volta preparato il "tappeto" prendete il filetto e posatelo sopra, facendo una leggera pressione. Fate in modo che tutta la crosta aderisca bene alla carne.
Scaldate la padella con un filo di olio d'oliva e, solo quanto sarà ben caldo, lasciatevi colorire il filetto, prima dalla parte della crosta in modo che si fissi bene alla carne, dopo 6 minuti circa, girate delicatamente il filetto dalla parte opposta per rosolare l'altro lato. Trascorsi altri 6 minuti sistemate in una teglia (foderata con carta forno) che lascerete in forno per 20 minuti.





Una volta cotto toglietelo dalla teglia e posatelo su di un tagliere pulito, copritelo con della carta stagnola e lasciatelo riposare per 5 minuti, in questo modo risulterà più succoso perchè non usciranno tutti i succhi appena lo tagliate (si ridistribuiscono durante il "riposo").
Accompagnate con patate al forno.




domenica 24 febbraio 2013

Guinnes Pie

Dobbiamo prima di tutto chiarire una cosa, la Guinnes non è una birra scura, la Guinnes è la Guinnes! Non è paragonabile a nessun altro prodotto e quindi se volete fare la ricetta che a breve vi dettaglio dovete religiosamente seguire quanto vi scrivo e non comprare altro che la Guinnes.
Detto questo, soprattutto per i pochi che non l'hanno mai provata, posso dirvi che il post mi è stato ispirato dalla Cuochina Sopraffina ovvero Veruska Anconitano che scrive anche di viaggi e che con il suo post per Vanity Fair mi ha ricordato che avevo questo piatto nel mazzo e non lo avevo ancora giocato!
Qui trovate il link al suo interessante articolo.
Io passo invece alla ricetta, ma non prima di dirvi che sono una vecchia appassionata di questa birra, tanto da aver organizzato, anni or sono, una festa a base di Guinnes per il mio after wedding party, per quegli amici che non erano intervenuti al pranzo formale, sì insomma una sposa con una pinta di Guinnes! deve esserci anche qualche foto mia in giro ma sfortunatamente a quei tempi le macchine digitali non erano così diffuse e penso che si siano persi i negativi...

La ricetta (l'originale presa dal sito di Jamie Oliver)
per 4-6 persone

Olio EVO
3 cipolle rosse tritate finemente
3 spicchi d'aglio (io ne ho messo uno) tritato finemente
30 gr burro
2 carote tritate
2 gambi di sedano tritati
1 confezione di pasta sfoglia
200 gr formaggio tipo cheddar (io ho usato una fontina "giovane")
1 confezione di funghi champignon
1 kg di polpa di manzo a cubetti
440 ml Guinnes
2 cucc. farina
1 uovo sbattuto
rosmarino
sale e pepe q.b

Utilizziamo una pentola in ghisa o comunque una pentola che possa poi essere messa in forno.
Mettiamo a soffriggere nell'olio le cipolle per alcuni minuti, a fuoco moderato, aggiungiamo poi l'aglio, il burro, le carote e il sedano. Alzate il fuoco e distribuite nella pentola i funghi che avrete pulito e tagliato in quattro. Mescoliamo per bene e poi aggiungiamo il manzo, il rosmarino e regoliamo di sale e di pepe.
Lasciamo insaporire per alcuni minuti mettiamo la farina, mescoliamo e poi versiamo la Guinnes e se serve dell'acqua fino a coprire tutti gli ingredienti.
Attendiamo che tutti gli ingredienti siano ben caldi e poi potrete mettere la pentola coperta in forno, a 190°, e dimenticarvene per almeno due ore e mezza (anche se conviene, passata un'ora, dare una rimescolata).
Nel frattempo potete grattuggiare il formaggio in modo che sia pronto quando la carne avrà finito il suo lavoro in forno.
Una volta tolta la pentola dal forno aggiungerete metà del formaggio che si scioglierà all'istante, l'altra metà la tenete per dopo.
Mescolate bene il tutto e preparate una pirofila. Adagiate tutto il contenuto della pentola nella pirofila (abbiate cura di verificare che il sughetto non sia troppo liquido, se lo fosse fatelo ridurre prima) spolverate con il formaggio rimasto e coprite la pirofila con la pasta sfoglia in modo da formare dei grossi risvolti sui bordi. Spennellate la sfoglia con l'uovo sbattuto e mettete in forno, ripiano basso, per 30 minuti.

Nella ricetta originale c'è un doppio passaggio con la pasta sfoglia che io ho eliminato.

Ecco qui le foto dell'epico pasticcio di manzo con Guinnes...



lunedì 11 febbraio 2013

Masterchef: ci ho provato anche io!


Ebbene sì, anche io ho partecipato alle selezioni per partecipare a Mastechef, nello specifico Masterchef Italia 2, perchè alla prima edizione non mi avevano neanche più ricontatta dopo la prima telefonata.
Ma partiamo dall'inizio: era fine febbraio 2012 e mandai il questionario per partecipare dal sito di Sky, incrociando le dita e sperando che, diversamente dalla telefonata di 2 minuti dell'anno precedente, potessi, scrivendo, esprimere di più chi sono e cosa voglio, le mie passioni, eccetera eccetera.

Dopo due settimane vengo convocata ai "segretissimi" provini che si tengono a Milano: devo portare un piatto preparato a casa che potrò solo riscaldare con un microonde ed impiattare.
Panico, angoscia, eccitazione!!!  Avevo mille ricette in mente ma nessuna si prestava all'essere riscaldata decentemente in un microonde o ad essere trasportata all'alba sulla metropolitana.
Alla fine decido per un piatto che già facevo e che rielaboro per l'occasione: petto di piccione arrosto.
Lo so, hanno fatto una mistery box proprio settimana scorsa con il piccione: che io li abbia ispirati? Chi può dirlo...ad ogni modo è stata un'esperienza divertentissima, non so se la rifarei più che altro per la tensione e perchè ho timore che il maritino non si presterebbe a mangiare per una settimana la stessa cosa affinchè io possa produrne una versione perfetta!
Non sto a dirvi che dopo aver mangiato piccione per dieci giorni prima del provino ho il divieto assoluto anche solo di pronunciarne il nome in casa.
In compenso gli chiesi di accompagnarmi (era permesso un accompagnatore a persona) e si divertì forse anche più di me, con tutte le riprese che ci hanno fatto prima e dopo i provini, a farci urlare a squarcia gola "Masterchef" con le braccia alzate, oddio che ridere...ogni tanto quando gli cucino qualcosa di speciale me lo rifà a tavola...rido fino alle lacrime!


Questa è la ricetta, a me ormai vietata...provateci voi!

Due piccioni
1 grossa patata a pasta gialla
1 cipolla rossa di piccole dimensioni
aceto balsamico
miele
pasta brisè (io per l'occasione la feci a mano, ma voi compratela che fate prima)
fagiolini una manciata
3 fette di speck
1 carota, 1 gambo di sedano, mezza cipolla bianca
burro
sale

Mi rendo conto che il piccione non si trova dappertutto, si lo so, le nostre piazze ne sono piene ma servono giovani piccioni di allevamento. Io li reperisco facilmente al Carrefour, voi provate a chiedere in una polleria se non li trovate dal vostro rivenditore di fiducia.
I piccioni vanno incisi nella parte dello sterno per recuperare il petto, facendo attenzione a non rovinare la carne, poi togliamo la pelle e il resto della carcassa lo rompiamo grossolanamente per fare il fondo che ci servirà a nappare la carne.
Quindi in una capiente pentola con bordi alti mettiamo un filo d'olio e una noce di burro, la carota, il sedano e la cipolla tagliati a pezzi (non troppo fini, non serve) e i resti dei piccioni, copriamo a filo con l'acqua e lasciamo che si consumi tutta, a fuoco lento, poi filtreremo i succhi e se la salsa risultasse troppo liquida la monteremo leggermente (con una frusta e un cucchiaino di burro e farina).
Ma torniamo ai nostri petti di piccione, li rosoliamo in una noce di burro, due minuti per lato e poi li mettiamo in forno caldo, 180 ° per 4 minuti. Il piccione è una carne, come l'anatra, che non va cotta troppo, altrimenti si rischia che diventi stopposa.
Per i contorni abbiamo dei fagiolini verdi lessati, ma ben consistenti, non troppo molli, che avvolgeremo in tre "fascine" con le fette di speck e passeremo velocemente con poco burro in padella.
Per le patate che fanno da decorazione ai petti, le peliamo e affettiamo sottilmente con una mandolina, poi le adagiamo in una teglia che abbiamo foderato con carta forno, a formare un fiore, le spennelliamo con del burro fuso (si lo so, io uso molto burro... fatevene una ragione) e mettiamo in forno, anche qui 180° andranno bene, fino a che non risultino colorate ma non bruciate, mi raccomando!
Infine terminiamo con la tarte di brisè con cipolle caramellate all'aceto balsamico: per la tarte ritagliate un cerchio di pasta brisè e sistematelo in uno stampo da muffin, all'interno mettete dei fagioli o quello che volete per fare una cottura in bianco della pasta. Nel forno fino a che non si colora e poi lasciate raffreddare prima di togliere i fagioli.
Per le cipolle caramellate invece procediamo tagliandole sottilmente a Julienne, lasciandole imbiondire nel burro e, quando sono morbide, spruzzandole di aceto balsamico e versandovi un cucchiaino di miele.
Appenano accennano a caramellare toglietele dal fuoco, quando saranno tiepide potrete versarle nella tarte di brisè.

Sì, in effetti non era esattamente una ricetta facile, è quello che mi ha detto anche lo chef che mi ha intervistata, ma a me andava di dare il 110% e così ho fatto. Divertita tanto, delusa un poco, ma sono guarita quasi subito...

Petto di piccione rosato al forno, con fagiolini e gallette di patate, tarte con cipolle caramellate all'aceto balsamico

Questa foto è stata "rubata" un secondo prima di presentare il piatto ai selezionatori, di sfuggita con il telefono... spero si riescano ad individuare i singoli ingredienti...



giovedì 7 febbraio 2013

Il mio Gulasch di cervo

Sembrava proprio fosse arrivata la primavera, si sono sfiorati anche i 10 gradi... invece da oggi un vento gelido ha iniziato a soffiare su tutta Milano, quindi per rinfrancare il maritino che torna dall'ufficio in scooter e sarà un pezzo di ghiaccio cosa c'è di meglio di un super Gulasch di cervo?
La ricettina è l'inseme di tutte le ricette che ho trovato e che ho poi sperimentato, questa è per me la migliore, perchè mi piace che si senta molto la paprika e che sia molto cremoso. Al posto del cervo, se per motivi di approvvigionamento o semplicemente di gusto non volete utilizzarlo, potete utilizzare la polpa di manzo o anche il maiale, meglio il filetto.
Io faccio super scorta di cervo quando vado in montagna e lo congelo, così ne ho sempre un po' in freezer...
E' importante, visto il gusto deciso di questa carne, metterla a marinare in frigo la sera prima con una carota, un gambo di sedano e cipolle a pezzi, coprendo con del vino bianco.

Ingredienti per 4-6 persone

1 kg di polpa di cervo a cubetti
3 cipolle bianche pelate e tagliate finemente
50 gr di burro
4 cucc. di olio evo
600 gr pelati
2 cucc. paprika in polvere
1 cucc. farina
1 pizzico di sale

Prima di tutto recuperiamo dal frigo il nostro cervo e togliamolo dalla marinata, asciughiamolo con della carta tipo scottex.
Nel frattempo avremmo messo in una pentola, di quelle con i bordi alti, meglio di ghisa, olio e burro.
Mettiamo ora ad imbiondire le cipolle, avendo cura che non si bruciacchino. Una volta morbide le cipolle, possiamo mettere la carne e lasciare insaporire per bene.
Saliamo la carne e poi aggiungiamo la paprika che avremo disciolto in un bicchiere di acqua calda.
Lasciamo ancora insaporire per qualche minuto e poi versiamo direttamente sulla carne la farina, diamo una bella mescolata e versiamo i pelati, saliamo ancora con un pizzico di sale.
Per fare in modo che il tutto si insaporisca per bene teniamo la pentola scoperta per altri 5 minuti, poi versiamo un bicchiere di acqua calda, copriamo con un coperchio e continuiamo la cottura per almeno un'ora.

Ottimo se accompagnato da un purè di patate.
Nella foto c'è anche la buonissima paprika che mi portò la mia amica Ilaria dall'Ungheria...gnam!

lunedì 21 gennaio 2013

Sformato di pesce spatola e cous cous

Questo piatto è figlio di una ricetta di una chef, Alessia Vicari, di origini siciliane; una cucina che a me piace molto.
Dico figlio perchè la ricetta si chiamava "inversione di cous cous" e prevedeva degli involtini di pesce spatola con all'interno il cous cous. Io, nella mia performance allo sfilettamento del pesce, non affatto banale vi assicuro perchè ha una pelle sottilissima, ho potuto recuperare solo micro filettini e quindi mi sono inventata questo sformato, che ha tutto il sapore della ricetta madre, che avevo già provato altre volte, ma un aspetto decisamente diverso.

Gli ingredienti per 4 persone sono:

Pesce spatola (lo chiamano anche sciabola o pesce bandiera), uno intero di medie dimensioni, già sfilettato (fate togliere la spina centrale) e fatto a tocchetti
cous cous precotto
una manciata di pistacchi
una manciata di pinoli
una manciata di mandorle
(mi spiace ma più precisa di così non riesco ad essere)
1 cucc. olio EVO
1 uovo
capperi sotto sale, 5
pangrattato
timo limonato
menta fresca

Seguite quanto riportato dalla confezione del vostro cous cous precotto e preparatene diciamo un piatto fondo.
Mettete nel mixer mandorle,pistacchi e olio, se vi sembra troppo pastoso aggiungete un goccio d'acqua.
Tritate a mano i capperi, i pinoli e la menta.
Unite all'impasto del mixer il cous cous, l'uovo, quanto avete tritato e un pizzico di timo.
Mescolate così la farcia, aggiustate di sale anche se con i pistacchi e i capperi dovrebbe già essere abbastanza sapido.
Disponete a strati i filetti di spatola e il cous cous, se volete potete spolverizzare con del pangrattato e del timo per rendere un po' croccante la crosta.
Mettete in forno, che avrete preriscaldato a 170°-180° per 15-20 minuti.

domenica 6 gennaio 2013

Filetto di maiale in crosta

Per bene incominciare il 2013 ecco una ricettina che sembra molto complicata ma in realtà è solo un po' lunga da fare.
Perfetta per una cena speciale o per un compleanno, perchè potete decorare i filetti con dei "fiocchi" di pasta sfoglia come ho fatto io e sicuramente farete un figurone.

Gli ingredienti sono per 4 persone e i funghi potete anche prepararli il giorno prima.

800 gr di filetto di maiale tagliato in 8 medaglioni battuti con il batticarne
2 confezioni di pasta sfoglia
1 cipolla
25 gr burro
230 gr funghi coltivati (meglio i cremini, sono  più saporiti)
1/2 limone (buccia e succo)
prezzemolo tritato (1 cucc.)
2 fette di pane in cassetta
1 uovo
olio, sale e pepe

Prepariamo prima la farcia ai funghi: facciamo dorare la cipolla tagliata finemente (come per il soffritto) in un cucchiaio d'olio e nel burro, aggiungiamo poi i funghi tagliati a pezzi non troppo piccoli (diciamo in 6 parti l'uno), mescolate e lasciate insaporire per alcuni minuti. Ora possiamo aggiungere la buccia del limone e un cucchiaio di succo dello stesso, il prezzemolo tritato e le fette di pane sbriciolate. Salate, pepate e togliete dal fuoco.
Ora pensiamo ai filetti.
Il filetto di maiale non è grande come quello di manzo quindi i vostri medaglioni saranno piuttosto piccoli e avrete dovuto prendere due filetti interi per arrivare a 800 gr.
Mettiamo i nostri medaglioni sul tagliere, copriamoli con la pellicola trasparente e battiamoli dolcemente con il batticarne, in modo da allargarli un po'..non devono diventare delle sottilette, mi raccomando!!
Ora li passiamo velocemente in padella con una noce di burro solo per farli colorare leggermente e diminuire i tempi di cottura in forno, salateli e toglieteli dal fuoco.
Quando avrete terminato di far dorare la carne potrete stendere sul tagliere la pasta sfoglia. Dividetela in 4 parti uguali adagiate al centro di ognuna uno dei vostri medaglioni, copritelo con una cucchiaiata abbondante di funghi, pressate bene con le mani in modo da compattare la farcia, adagiate ora sopra i funghi un altro medaglione e ricopritelo ancora con la farcia, compattate e chiudete il pacchetto di pasta sfoglia secondo il vostro gusto. Io ho chiuso il pacchetto premendo i vari lati sopra i funghi e poi l'ho girato in modo che sopra rimanesse la pasta liscia, ho poi decorato come se fosse un pacchetto.
Sbattiamo ora l'uovo in una tazzina e spennelliamo i nostri 4 pacchetti.
Sistemiamo in forno a 200° per 30 minuti e poi proseguiamo per altri 30 minuti a 180°.
Una volta pronti toglieteli dal forno e lasciate riposare 10 minuti prima di servire.




lunedì 17 dicembre 2012

Speciale Natale: Cappone in crosta

Eccoci al secondo appuntamento con le ricette di Natale. Questa speciale ricetta viene direttamente dalla gloriosa cucina di Astrid Vinatzer di "Il Giardino dei Sapori" ed è una di quelle ricette furbe che con una fava prendi due piccioni.
A Natale è tradizione, almeno "qui al nord", di fare gli anolini in brodo di cappone, con il problema che poi questo cappone in qualche modo bisogna pur mangiarlo. Astrid ha trovato questa gustosa soluzione per portare in tavola il cappone in una veste nuova e davvero stuzzicante.

Gli ingredienti (per 14 persone):

Per la farcia
1 cappone lessato con cui avete fatto precedentemente il brodo
400 gr carne trita (vitello e maiale)
200 gr salsiccia
50 gr parmigiano
200 gr castagne precotte
200 gr pancarrè
1 uovo per l'impasto
erbe aromatiche (io preferisco la salvia)
noce moscata
sale e pepe q.b.

Per la crosta
1 uovo per dorare la pasta sfoglia
2 rotoli di pasta sfoglia già pronta

Uno volta raffreddato il cappone togliete tutte le ossa e riducete a pezzetti di piccole dimensioni la carne.
Aggiungete la carne del cappone a tutti gli ingredienti della farcia, mescolate per bene, salate e pepate.
Prendete una teglia che avrete rivestito di carta forno, stendete i due rotoli di pasta sfoglia in modo da riuscire a sistemarvi tutta la farcia (se non avete una teglia abbastanza grande potete fare due pasticci separati).
Versate il composto al centro della sfoglia cercando di sistemarlo bene e date una forma allungata, chiudete la sfoglia in modo che non vi siano parti scoperte, spennellate con l'uovo sbattuto per dare colore alla sfoglia.

Infornate ora per 30-40 minuti a 180°, prima di servire lasciate raffreddare un po' per evitare che la sfoglia si rompa.

Ecco una bella foto del cappone in crosta direttamente da uno dei corsi di Astrid


lunedì 3 dicembre 2012

Il pollo di zia Liz dalla fredda Scozia

L'inverno è arrivato, con tutte le sue cose positive: il Natale, i maglioni caldi caldi, la cioccolata con panna ... e quelle negative: il freddo!
Per combatterlo, almeno a tavola, io adoro cucinare degli stufati e questo è proprio meraviglioso.
La ricetta viene dalla Scozia, dalla mia amica Lorna che l'ha ricevuta a sua volta da Liz, zia Liz, un'amica di famiglia con la passione della cucina.
Bando ai convenevoli, eccovi subito gli ingredienti per 6-4 persone (6 se lo servite come secondo, 4 se è un piatto unico)

8-12 cosce di pollo senza pelle (ho usato con successo anche le sovraccosce)
1 spicchio d'aglio
6-8 scalogni spelati e lasciati interi
mezzo bicchiere di aceto di vino rosso
mezzo bicchiere di olio di oliva e.v.
1 bicchiere di prugne secche denocciolate
mezzo bicchiere di olive verdi denocciolate
mezzo bicchiere di capperi dissalati
6 foglie di alloro.

Utilizzando il celeberrimo sacchettino per i congelati mettete tutto quanto dentro, compreso il pollo, e sistemare in frigo a marinare per una notte.
La mattina dopo sistemate il tutto in una capiente pentola (meglio quelle di ghisa), aggiungete un bicchiere di vino bianco e un cucchiaio di zucchero grezzo.
Cuocete a fuoco lento per 50 minuti.
A vostra scelta potete anche utilizzare il forno a 170° e lasciare scoperto.
Una volta pronto, guarnite con prezzemolo tritato fresco.
E' uno di quei piatti che più si riscaldano meglio è, quindi potete prepararlo anche il giorno prima e sarà ottimo (riscaldatelo per almeno 20 minuti coperto).


lunedì 26 novembre 2012

Polpo alla Luciana, un antistress "naturale"

Nulla è più rilassante e liberatorio della battitura del polpo. Potete sfogare  tutte le vostre tensioni della giornata cucinando un bel polpo, e siccome prima di cucinarlo, se è fresco, va battuto per rompere le fibre così che la carne sarà più tenera, nella mia cucina si assiste ad un vero rituale, a cui anche i miei figli ormai partecipano.
Mettiamo il polpo fresco in un bel sacchetto, lo avvogiamo nella carta e poi in un altro sacchetto e poi lo iniziamo a sbattere sul piano di marmo della cucina, 3, 4 "lanci" a testa.
I bambini si divertono, io scarico le tensioni che altrimenti investirebbero il maritino e ... il maritino mangia felice e contento il polpo..meglio di così...

Gli ingredienti di questo polpo scaccia stress sono:

1 kg di polpo (fresco se volte includere l'opzione antistress)
200 gr polpa di pomodoro (o pelati)
un bicchiere di vino bianco
uno spicchio d'aglio
peperoncino, sale e pepe q.b.
una foglia di alloro
olio EVO
prezzemolo per spolveratina finale

Dopo aver lavato bene il polpo e averlo tagliato a pezzi non troppo piccoli (4-5 cm), versate in una casseruola dal bordo alto, l'olio, l'aglio e un pizzico di peperoncino, fate rosolare un minuto e poi versate subito il polpo.
Lasciate che prenda colore, mescolate un paio di volte e aggiungete il vino.
Una volta che il vino è evaporato potete aggiungere la polpa di pomodoro, mescolate e lasciate ridurre un po'. Attendete circa 10 minuti, salate e pepate e poi coprite la casseruola lasciando cuocere almeno mezz'ora. Assaggiate in modo da essere sicuri che il polpo sia cotto a puntino, versate in un bel piatto di portata e spolverate con prezzemolo tritato fresco.


Io ho sistemato il mio polpo su delle fette di pane pugliese, ecco qui

venerdì 21 settembre 2012

Pollo Fritto...gnam!!!

La difficoltà ogni volta che provavo a friggere il pollo era nel ricreare quella crosta consistente e croccantissima evitando che la carne si asciugasse troppo. Con questa ricetta ci sono riuscita ! Ho anche fritto due cosce intere, cuocendole perfettamente all'interno e ottenendo una buonissima crosta.
Ci vogliono trenta minuti di preparazione e poi il tempo della cottura, se non avete troppo tempo a disposizione scegliete i petti di pollo invece delle cosce e tagliateli a pezzi di circa 6 cm : otterrete un ottimo risultato.

Passiamo ora agli ingredienti:

1 kg di petti pollo anche già affettati ma non troppo sottili (oppure un pollo intero, senza pelle, che poi dividerete in pezzi, dipende dalla vostra abilità o dal tempo che avete)

250 ml di latticello (o buttermilk come si chiama all'estero), se non lo recuperate (io lo trovo solo in Alto Adige dove vendono i prodotti Mila che sono uno dei pochi produttori in Italia) potete tranquillamente usare dello YOGURT MAGRO non troppo denso.

250-300 gr di farina bianca

1 cucchiaio di aromi (potete mettere paprika, cumino, o quello che vi piace di più)

sale e pepe q.b.

Olio per la frittura, io ho usato olio di semi di girasole

Il procedimento è facile, ma dovete seguirlo attentamente e non "barare" sui tempi, altrimenti il risultato non sarà quello sperato.

Una volta preparati i vostri pezzi di pollo immergeteli nel latticello per alcuni minuti, lasciate che si imbevano bene,  una volta pronti, metteteli uno alla volta nella farina alla quale avrete aggiunto gli aromi, il sale e il pepe (se non volete sporcare troppo in giro o fare prima, mettete la farina con gli aromi in un sacchetto di quelli per il freezer e poi aggiungete i pezzi di pollo tutti insieme - scolateli prima- e agitate il sacchetto). Mettete i pezzi di pollo così infarinati su una teglia foderata di carta forno e, quando li avrete messi tutti, copritela con della pellicola trasparente. Il latticello (o lo yogurt) si deve "bere" tutta la farina in modo da creare una pastella, ci vorranno 15-20 minuti.
Nel frattempo preparate una padella con l'olio per friggere, non superate la metà del bordo della padella ma fate in modo che sia abbastanza profonda affinché il vostro pollo sia completamente immerso.
Raggiunta la temperatura per friggere immergete i pezzi nell'olio, se avete fatto pezzi piccoli ci vorranno una decina di minuti perché siano pronti, girateli più volte per farli colorare bene.
Se invece avete utilizzato parti più grandi, come le cosce ci vorrà più tempo, una volta colorate bene, abbassate la fiamma e coprite con un coperchio per una ventina di minuti e poi scoprite e date un ultimo colpo di calore.
Scolate il vostro super pollo fritto e servite bello caldo !



 
 
 
 

Ho trovato questa ricetta d'oltre oceano su www.ricetteamericane.com

martedì 31 luglio 2012

Pollo limonato

Questa ricetta è l'ideale per il pollo alla piastra. Perchè dà un gusto particolarissimo al pollo e lo rende molto meno grasso, almeno nel gusto.
La ricetta di "partenza" è di Simone Rugiati ma io l'ho un po' cambiata più che altro per praticità.
La differenza fondamentale sta nell'olio profumato alla citronella (o lemongrass) che faccio molta fatica a reperire e devo ordinare almeno una settimana prima al mio ortolano perchè nei supermercati non si trova.
Quindi io non metterò in infusione l'olio, il lime a pezzi e il lemongrass a pezzi e non li pesterò nel mortaio, per poi filtrarli e aggiungerli alla marinata, ma voi siete liberi di farlo se recuperate l'ingrediente, che è profumatissimo ma più latitante di un boss della mafia...


Passiamo ora agli ingredienti

6 cosce o 6 sovracosce (o un misto dei due, meglio no il petto perchè rimane troppo asciutto)

per la marinata
olio 3 cucchiai (se fate quello al lemongrass mettete solo quello!)
succo di 1 limone
succo di 1 lime
zenzero 1 pezzo
scorze di limone e di lime
senape 1 cucchiaio
curry 1 cucc.no
paprika 1 cucc.no
sale
pepe

per la salsa
1 vasetto yogurt magro
1 cucchiaio di senape
scorza di limone
olio 2 cucchiai
sale
pepe

Il procedimento è molto semplice: io prendo un bel sacchetto di quelli per il congelamento, grande, metto tutti gli ingredienti della marinata nel sacchetto e li mischio per bene, aggiungo il pollo a cui ho tolto la pelle, lo "massaggio" letteralmente in modo che tutto il condimento si distribuisca uniformemente sui vari pezzi di carne, chiudo il sacchetto e metto in frigo per 1 ora o più, preparo poi la salsa mischiando gli ingredienti e mettendo poi quanto ottenuto in frigo.
Il pollo andrà poi cotto su una piastra molto calda o una griglia, o una padella antiaderente, dipende un po' da quali sono le dotazioni del vostro regno culinario!



Servire poi con la salsa a parte.
Da proporre anche per una grigliata tra amici al posto dei soliti spiedini....di sicuro sarà un'idea originale!

giovedì 26 luglio 2012

Involtini di tacchino con verdure

Emma, la mia mamma, è una personcina molto originale, fuori dal comune, quindi, volendo riportare una sua ricetta non potevo mica scrivere del suo ragù o della torta allo yogurt, ci voleva qualcosa di non comune, come questi involtini.
Possono sembrare scontati ma non lo sono, merito del porro, del pepe verde, del limone e del timo che creano questo sughetto meraviglioso e gustosissimo che li rende speciali.

Passiamo alla ricetta:

6 fettine di tacchino battute
1 carota
1 zucchina
mezzo peperone rosso
mezzo peperone giallo
1 porro
brodo di carne fresco o granulare
limone
olio
pepe verde
timo

Tagliare a cubettini la carota, la zucchina e i peperoni (quelli bravi direbbero fare una brunoise), tagliare le estremità del porro e tagliarlo in due per il lungo, sciacquarlo bene e sbollentarlo per pochi minuti, deve diventare morbido ma non si deve rompere.
Anche le verdurine vanno sbollentate per 10 minuti, poi scolate e salate.
Una volta che abbiamo preparato le verdure stendiamo sul tagliere le fettine, le saliamo e riempiamo con un cucchiaio abbondante del mix di verdure, chiudiamo l'involtino con degli stuzzicadenti.
Quando avete terminato di avvolgere tutte e sei le fettine prendete il porro diviso in due e lo stendete sul tagliere, facendo i modo che le singole "foglie" siano separate.
Prendete un involtino e avvolgete una foglia di porro come doveste fare un pacchettino, procedete poi con un'altra foglia dall'altro lato (nel frattempo togliete gli stuzzicadenti, l'involtino dovrebbe tenere, se così non fosse lasciateli). Fate la stessa operazione con gli altri involtini.
Per cuocerli versate 4 cucchiai di olio in una padella antiaderente con 3 cucchiaini di pepe verde, lasciate scaldare e poi mettete gli involtini nella padella, lasciate dorare da entrambi i lati avendo cura di non rompere le foglie del porro.
Per accelerare la cottura versate un bicchiere di brodo caldo e coprite con un coperchio per una decina di minuti, poi scoprite e lasciate ridurre il fondo di cottura. Quando sono pronti togliete gli involtini dalla padella e in questa versate il succo di un limone e alcune foglie di timo, meglio se fresco. Nappate gli involtini con questo sughetto strepitoso e serviteli su un letto di insalatina fresca. Mmmmm che bonta! W la mamma!!!

domenica 15 luglio 2012

Millefoglie di manzo e mela verde

Luglio col bene che ti voglio...ma quanto sei caldo!!!
Per combattere la calura un bel pranzetto con cibi freschi e soprattutto rinfrescanti è quello che ci vuole.
Questa ricetta è della chef Laura Ravaioli, ormai la propongo da qualche tempo e l'applauso a fine pranzo è assicurato (è così che i miei figli comunicano il loro apprezzamento).
La preparazione è molto semplice ma siccome si utilizza la pasta fillo ci sono un pario di punti cruciali da tenere in considerazione... ora vi spiego..

Ingredienti per 4 persone

Carpaccio di manzo 450 gr
1 mela verde
1 foglio di pasta fillo (2 se volete fare + di 4 strati a testa)
burro
olio
senape
limone

Innanzitutto occupiamoci delle "foglie":
Riscaldate il forno a 150°.
La pasta fillo viene venduta in fogli arrotolati doppi, per questa ricetta ne basta uno, quindi quello che avanza rimettetelo subito in frigo perchè se si secca potete buttarlo via.
Mettiamo il foglio (doppio) sul tagliere, lo spenneliamo con del burro fuso e lo tagliamo a rettangoli delle stessa misura (circa 12 X 6 cm). Prendiamo i rettangoli e li mettiamo in una teglia bassa foderata con carta forno, li mettiamo in forno ma stiamo con il muso davanti al forno perchè ci vogliono 2 minuti perchè si dorino, 4 perchè brucino (parlo per esperienza).
Una volta tolti i rettangoli dal forno li lasciamo raffreddare.
Ora pensiamo alla mela verde: lavata, tagliata a fettine sottili (lasciate la buccia) e spruzzata con gocce di limone.
Prepariamo infine la salsa. In una ciotolina stemperiamo due cucchiaini di senape (quella buona), olio (almeno il doppio della quantità di senape), una spruzzata di limone, emulsionate brevemente con una frustina senza che la salsa si "beva" tutto l'olio ma in modo che rimanga comunque separato.
Ora non resta che fare i piani della nostra millefoglie, alterniamo quindi pasta fillo, manzo, mele e salsina, così fino all'altezza che desiderate (penso che 4 piani di pasta fillo siano perfetti, 5 sono troppo alti per infilare il boccone in bocca).
Beh fatemi sapere!!!!